torsdag 9 september 2010

Livet är kort

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Tage Danielsson

måndag 6 september 2010

Napoli è...

Stanotte mi sono persa nella nostalgia, nella malinconia, nelle memorie di una vita che quasi non sembra vera. Ma so che queste memorie non sono fantasie o cose che ho letto in un libro , no, le ho vissute io in persona, a parte una o due che mi hanno raccontato parenti o amici. So che questo è il lato della moneta che luccica e che c'è anche un'altro lato, ma ci sono così tanti che raccontano quello. Che rabbia. Deve essere terribile vivere nel posto forse più bello del mondo e vederlo essere sempre più rovinato giorno dopo giorno...

Napoli come me la ricordo io è una città dove:
- la gente ti ferma per strada per dirti che la bambina nel passeggino ha perso un calzino;
- il vicino adolescente ti porta il passeggino cinque scale, su e giù - ogni giorno per due mesi;
- la gente ti lascia fare le tue "stranezze" perché "sei svedese e forse gli svedesi fanno così;
- i vicini ti fermano nel cortile per assicurarsi che il marito ti tratta bene.

È la città dove:
- il ladro ti ridà la borsa con una scusa quando gli racconti che sei mamma di due e non hai lavoro (mia cognata);
- se qualcuno ti rompe le scatole c'è sempre qualcun'altro che ti chiede se l'altro ti da fastidio e se ti serve aiuto;
- la tua amica guida "perde" la borsetta con 25000 corone a Mergellina e tutta la gente lì le aiuta a cercare per poi "trovarla" perché è importante essere gentili con i turisti;
- i passeggeri dell'autobus per Vomero escono e aiutano l'autista a spostare una macchina che blocca la strada.

È il posto dove:
- puoi convincere il capitano del traghetto Capri -Napoli a tornare indietro perché qualcuno non trova il figlio di dieci anni (io);
- entri nel bar e dici alla signora, nel tuo pessimo italiano, che vorresti "un cornuto" e la signora fa un segno verso i signori seduti a leggere il giornale e dice "Signorina, scelga Lei" (un'amica mia);
- puoi passare un giorni intero a Pompei a perderti nel passato;
- puoi salire fino al cratere del Vesuvio senza pagare una lira.

È dove:
- mangi la pizza più buona del mondo;
- qualcuno ti porta la mozzarella freschissima direttamente dalla propria fattoria e la mangi con il pane più buono del mondo;
- trovi i noccioli nella granita, non i coloranti;
- i pranzi della domenica non finiscono mai e la suocera ti dice lo stesso che mangi come un uccellino.

lördag 4 september 2010

In caso...

... siete a Stoccolma domani, e in caso mi è passato questo mal di gola, forse mi vedrete in giro per Djurgården insieme a circa 28000 altre donne di ogni tipo. Se vedrete una con questo numero:

















...sono io.

Incontri

Ieri ho finalmente avuto la possibilità di incontrare dal vivo il Gatto. Lui ha già scritto più o meno quello che volevo scrivere io, qui, ma veranno delle reflessioni mie col tempo... Devo solo lasciarle girare per la mia testa qualche giorno ... Comunque è stato molto piacevole! Anche se ieri abbiamo parlato di generalizazzioni e di com'è inutile e sbagliato generalizzare, devo dire che la più bella compagnia sono sempre gli italiani! =)

torsdag 2 september 2010

Altri sbagli

So che ho perso il filo... ma questa settimana è stata tremenda...

Sbagli, sbagli, sbagli... eh...???

Eh, si! Un'altro tipo di sbaglio che fanno i ragazzi e che non sanno distinguere tra quando devono usare "de" o "dem", cioè loro come soggetto (=de) e come oggetto (=dem). Forse non sembra tanto difficile, ma la ragione per cui sbagliano è che entrambi vengono pronunciati "dom".

C'è un aiuto abbastanza facile da ricordarsi. Se in una frase si cambierebbe per la prima persona singolare, cioè jag al posto del de/dem allora si deve usare de. Se invece si può cambiare per mig allora è dem che si deve usare.

Un esempio "De gick på bio" in prima persona singolare si direbbe "Jag gick på bio", ma non "Mig gick på bio" e "Han gav boken till dem" si cambierebbe per "Han gav boken till mig" non "Han gav boken till jag".

Anche i pronomi possono dare problemi. Molti hanno difficultà scegliere tra hans/hennes e sin/sitt/sina. Sono pronomi possessivi terza persona singolare ma sin/sitt/sina possono anche essere riflessivi. La differenza è che hans/hennes vengono usati quando è il soggetto che è "il proprietario" mentre con sin/sitt/sina "il proprietario" è qualcun'altro del soggetto.

Un esempio che funziona sempre con gli allievi:
Johan har en kompis som heter Robert. En dag kysste Johan hans flickvän. Vems flickvän kysste han? (Johan ha un amico che si chiama Robert. Un giorno Johan ha baciato la sua ragazza. Chi ha baciato?) Spesso i ragazzi dicono "hans flickvän" quando vogliono veramente dire"sin flickvän" (=la propria ragazza).

Altro? Si, l'uso di "själv" in frasi come "Jag ska vara själv ikväll" e sbagliato! Si dice "Jag ska vara ensam ikväll"!

Poi è molto comune che usano la forma parlata di alcune parole anche quando scrivono, com per esempio: nånting invece di någonting, va per var o vad, sån invece di sådan ecc.

Satsradning vuol dire mettere tante frasi, l'una dopo l'altra senza punto o una congiunzione, con il risultato che la povera persona che legge soffoca perché non ha tempo per respirare. Sono spesso ragazzi con una lingua povera che fanno questo sbaglio.

Prima di andare a dormire. Uno degli sbagli più frequenti che fanno gli italiani "beginners" è secondo me di usare la forma determinativa dei nomi quando invece serve quella indeterminativa.

Adesso buona notte!