torsdag 1 juli 2010

L'italiano vs lo svedese parte 2

L'Italia è un paese giovane con dialetti ancora molto forti. È abbastanza ovvio che questi sono due ostacoli grandi per trovare una lingua comune, ma come ho già speigato in questo post penso che se ci fosse stata più voglia da parte della classe dirigente e dalla chiesa, sarabbe stato più facile unire il paese anche per quanto riguarda la lingua.

Anche se la Svezia è stata un paese unito almeno trecento anni più dell'Italia, il libro di storia (si, avrei dovuto consultare un libro di storia se non fosse stato per mio marito che è insegnante di storia, (pratico eh?) ci racconta che la Svezia fino al medioevo era un paese nel senso che tutto il territorio era governato dallo stesso re, ma in realtà la Svezia era divisa in regioni più o meno autonomi. Dal 1397 fino al 1523 era in unione con la Danimarca e la Norvegia. La Finlanda con una lingua molto diversa dallo svedese faceva parte della Svezia fino al 1809 quando l'abbiamo perso ai russi. Dal 1814 fino al 1905 eravamo in unione con la Norvegia.

Nel medioevo c'erano tanti immigranti tedeschi in Svezia, che hanno lasciato abbastanza tante tracce nello svedese come per esempio i suffissi be-, come in betala (pagare) e an- come in anklaga (accusare), ma anche tante parole come "snickare" (falegname) e "stad" (città). Invece nel settecento gli influssi sulla lingua svedese venivano dalla Francia e nel ottocento dall'Inghilterra.

Nonostante gli sforzi di usare una lingua svedese comune già nel 500, i dialetti sono sempre stati abbastanza forti anche in Svezia, almeno fino agli anni settanta, direi. I miei nonni sono di Piteå e quando parlano/parlavano (ormai solo la mamma di mio papà è ancora in vita -Ha 96 anni!) non capisco/capivo tanto. Ascoltate qui per esempio.

In questo archivio potete ascoltare sia persone abbastanza vecchie che quelle più giovani di ogni parte della Svezia, e poi ditemi voi se ci sono dialetti o no in Svezia! =)

Ma perché allora perché la Svezia non ha avuto lo stesso problema come l'Italia? Secondo me proprio perché c'è sempre stata questa voglia di semplificare e di essere sicuri che tutti possono capire. Nonstante il fatto che la maggior parte della gente parlava dialetto a casa, in pratica tutti potevano anche capire, scrivere e parlare uno svedese più standard. Mi ricordo che mia nonna (la mamma della mia mamma) quando ero piccola (inizi anni settanta) parlava un dialetto abbastanza forte a casa, ma in tutte le altre occasioni parlava svedese standard, da lei chiamata "boksvenska".

Lo svedese è stata una lingua molto complicata. Nel "fornsvenska" (1225-1526) c'erano per esempio tanti coniugazioni come nominativo, genitivo, accusativ e dativo . Vi faccio un esempio dal libro di svedese che uso quando insegno svedese al liceo:

Fisk (=pesce)

Singolare Plurale
indeter. deter. indeter. deter.

Nom. fisker fiskrin fiskar fiskanir
Gen. fisks fisksins fiska fiskanna
Dat. fiski fiskinum fiskum fiskumin
Acc. fisk fiskin fiska fiskana

Invece oggi:
Singolare Plurale
indeter. deter. indeter. deter.

Nom. fisk fisken fiskar fiskarna
Gen. fisks fiskens fiskars fiskarnas
Dat. fisk fiskar fiskar fiskarna
Acc. fisk fiskar fiskar fiskarna


Anche i verbi si coniugavano più o meno come in italiano:
jag är iak ær
du är þu æst
han/hon är han/hon ær
vi är vi ærum
ni är ni ærin
de är þe æru

Il congiuntivo c'è stato nello svedese fino agli inizi del novecento e c'erano anche forme dei verbi nel plurale come: "jag är" (io sono) - "de äro" (loro sono). Oggi si usa "är" indipendente da singolare o plurale, prima, seconda o terza persona.

Ogni riforma della lingua svedese secondo me sia stata per semplificare e per trovare un modello per una lingua standard dove si avvicina la linga scritta a quella parlata, ma anche la lingua parlata a quella scritta. Invece in Italia ci sono state due lingue molto forti; quella scritta che sarebbe o il latino o un'iitaliano abbastanza difficile, usata e capita bene da un gruppo limitato d'italiani, e quella parlata, per lo più il dialetto o la variante regionale dell'italiano.

È vero che questo modo svedese di vedere la lingua ha dato la possibilità a tutti di capire e fare parte anche del mondo scritto, ma è anche vero che ha avuto effetti negativi della lingua. Lo svedese scritto è molto vicino alla lingua parlata e perciò non tanto elaborata come l'italiano, ma non è da dimenticare che quando voi "italiani" già scrivevate libri noi qui stavamo ancora su questo livello . =)

Anche se noi usiamo una lingua abbastanza facile nello scritto lavoriamo molto con la lingua scritta a scuola, con sinonimi, metafore, variazione della lunghezza delle frasi e l'ordine delle parole, frasi secondarie. Lavoriamo moltissimo con diversi tipi di testi. Gli alunni leggono e scrivono temi, racconti, novelle, riassunti, commenti, articoli di dibattito, testi di ricerca, lettere, domande di lavoro con curriculum, protocolli, analisi di libri ecc. Ma è vero che quando si tratta di analisi valutiamo più il contenuto che la forma e la lingua.

Ho l'impressione che la scuola svedese da più importanza ai testi utili per la vita quotidiana, forse troppo, e troppo poco importanza alla parte diciamo artistica. In Italia sembra il contrario.

Ho notato che anche il modo di scrivere un testo varia tra l'italiano e lo svedese. Infatti una cosa che mi mette sempre in problemi e che mi fa perdere la pazienza quando leggo un testo in italiano è che normalmente il testo gira gira gira intorno al tema e solo alla fine ti fa capire di che cosa tratta. Poi almeno io devo rileggere tutto da capo perché tutta l'energia della prima lettura è stata persa nel indovinare lo scopo con l'articolo. Sarebbe bello sapere come si insegna per esempio agli ragazzi a scrivere un articolo di dibattito in Italia.

In Svezia si usa questo modello retorico semplicissimo : 1) spiega di che cosa si tratterà il testo 2) scrivi il testo 3) spiega di che cosa si è trattato il testo.

Certo il testo italiano è su un livello lingustico più alto, ma il testo svedese probabilmente più comprensibile. Ancora qui due modi differenti da vedere lo scopo della lingua. Essere sicuri che più gente possibile capisca o mostrare la buona capacità di usare la lingua . Come sempre quando faccio un paragone tra l'Italia e la Svezia la mia conclusione è che tutt'è due i modi di pensare e fare sono importanti, ma che probabilmente la strada giusta sarebbe una di mezzo.

Scusate la lezione - mi mancano i ragazzi adesso che sono in vacanza ;)

9 kommentarer:

bruscar sa...

grazie per la lezione, sono d'accordo soprattutto con questo passaggio: "Ho l'impressione che la scuola svedese da più importanza ai testi utili per la vita quotidiana, forse troppo, e troppo poco importanza alla parte diciamo artistica. In Italia sembra il contrario".

bruscar sa...

rettifico: sono d'accordo con il fatto che in Italia, nell'insegnamento, ci si sbilanci più verso lo stile senza preoccuparsi troppo del valore intrinseco al messaggio da comunicare.

Anonym sa...

"Ma è vero che quando si tratta di analisi valutiamo più il contenuto
che la forma e la lingua."
Dal mio punto di vista, questo è il giusto ordine: prima il contenuto poi lingua e forma; in Italia, spesso la forma (anche in altri campi) vince su tutto...
Per quanto riguarda i testi scritti, a me, tanti anni fa devo dire, hanno insegnato così: 1) introduzione 2)svolgimento 3)conclusione; non so oggi. Per finire, una insegnante di scuola media e superiore, -scuola privata prestigiosa, non diplomificio - (molti ottimi insegnanti ci sono anche nella scuola pubblica, ma bisogna aver fortuna!) disse a mio figlio di "scrivere in modo che anche tua nonna capisca". Leggo sempre il tuo blog, sempre ricco di informazioni, un saluto da tv

Morgaine le Fée sa...

Anche la mia formazione é stata piú o meno come racconta l'anonima da TV. Poi non so se fosse piú pragmatica dal momento che io ho fatto un istituto tecnico.
Questa tua seconda parte sulla lingua svedese continua ad essere molto interessante. Quando ho iniziato, da autodidatta, a studiarlo, ho fatto fatica a trovare una grammatica italo-svedese (ho infatti ripiegato sulle anglo-svedesi online).
Quella italiana piú recente aveva circa 50-60 anni, e ho notato subito come lo svedese di allora, sebbene recente, fosse giá molto diverso dall'attuale, e piú complesso.
D'altronde, se si pensa che le radici vichinghe sono vive ancora adesso nell'islandese, e si consideri quanto l'islandese sia incredibilmente difficile, posso capire che enorme evoluzione abbia subito lo svedese da allora.

Sabrina sa...

Grazie per questo post, Carin.
Nelle scuole italiane si insegna anche a scrivere articoli di giornale, e all'esame di maturità si può scegliere se scrivere un saggio breve o un articolo di giornale usando come dei brevi testi già pronti, oppure analizzare un testo in prosa o in poesia, o scrivere un tema classico di storia e attualità.
Devo però anche dire che poche ore sono dedicate a questo tipo di esercizio - e per questo diverso studenti non svolgono la prova in modo corretto, il giorno degli esami; la maggior parte delle ore di italiano sono dedicate alla storia della letteratura italiana, in ordine cronologico, dal 1200 a oggi, con la lettura di testi delle varie epoche. Nonostante tutte queste letture, vedo spesso che gli studenti non comprendono testi di oggi...

Carin sa...

Anonima: Grazie per il commento. La confezione non può mai essere più importante del contenuto, ma questo sembra essere il fatto con quasi tutto in Italia oggi... Spesso la confezione è bella per nascondere il fatto che non c'è tanto contenuto... Ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo bisogno anche delle cose belle e che è importante che ci sia anche gente che può usare uno stile e una lingua belli.

Morgaine: Infatti l'islandese è rimasta più o meno "urnordiska", la lingua che si parlava nei paesi scandinavi nell'800. Gli antenati degli islandesi sono dei signori norvegesi che sono andati a vivere in quella isola sperduta perché erano scontenti con il re che voleva la loro terra. Non è tanto strano che la lingua è rimasta quasi la stessa visto che è un'isola veramente sperduta. Hai ragione che l'islandese è impossibile da imparare. Mio povero fratello è sposato con un'islandese e abita lí da sette anni, ma trova grandi difficultà con la lingua. infatti io quando sono andata a trovarlo lí avevo pensato di capire almeno una grande parte di quello che dicevano, ma in pratica non ho capito nulla...

Sabrina: Qui i ragazzi il primo anno del liceo studiano solo la lingua svedese e con leggere e scrivere testi scritti come articoli, riassunti, commenti ecc. Fanno anche molti esercizi e test orali, come discorsi, analisi di libri e altri testi. Poi leggono libri moderni.

Il secondo e terzo anno studiano la storia della letteratura. Cominciano con la Bibbia, poi l'antichità, il medioevo, il rinascimento... fino alla letteratura d'oggi. Studiano tutta la lettaratura dell'occidente (i greci, Dante, Moliere...), anche quella svedese e cerchiamo di leggere anche testi di altri paesi.

Il terzo anno fanno un corso di lingua scritta e orale. Leggono e scrivono testi utili, fanno analisi dei testi dei giornali e pubblicità per imparare a vedere quando c'è un contenuto o no, e quando gli argomenti valgono e no. lo chiamiamo "argumentationsanalys", non so in italiano. Quest'ultimo sarebbe molto utile in Italia, se non c'è già... Non pensi? =)

Kata sa...

Leggendo questa seconda parte continuavo a pensare dove collocare la mia lingua in questo confronto. Credo che da questo punto di vista l'ungherese sia più simile all'italiano che non allo svedese... Pure gli intellettuali ungheresi spesso scrivono in un linguaggio complicato, e questo è vero più che mai nel mio campo, il diritto.

Dal punto di vista dell'istruzione, invece, è un po' diverso il discorso. I quasi 50 anni di socialismo hanno segnato il mio paese, e le materie umanistiche erano state ridotte al minimo. Anche se frequentavo il liceo negli anni Novanta, non ho mai studiato storia dell'arte, filosofia o latino a scuola. Sono materie "pericolose" queste per un regime dittatoriale, quindi si puntava di più sulle scienze naturali. E ci vuole del tempo per ripenderci da quei 50 anni...

Mi sono dilungata troppo... Ma è un argomento interessante! Ora aspetto la terza parte. :)

Buona domenica!

Kata

Odysseus sa...

Grazie per il tuo blog Carin. Lo seguirò sicuramente.
Mi ricordo, quando cominciai a leggere gli articoli di giornale svedesi, l'approccio diretto e conciso agli argomenti (non parlo di aftonbladet e dei suoi cugini...). Poco dopo notai in quelli italiani una grande differenza, anche sulle grandi testate, tra alcuni ottimi e altri pietosi. Lo avrai capito tu da anni che in Italia "dipende"... tutto dipende...non seguiamo standard.
Io per primo cambiai il mio stile di scrittura cercando di non scrivere pensieri troppo lunghi ma più concreti.
D'accordissimo con te ognuna delle due culture ha da dare all'altra e i risultati possono essere ottimi.

NordlysSørensen sa...

Perchè l'italia fu unita forzatamente da garibaldi, ma alle popolazioni che ci vivevano non interessava l'unione, anzi, erano popoli che già avevano una forte identità. Il veneto proprio in questi giorni sta facendo un referendum per staccarsi da Roma e diventare stato, ed un pò in tutta italia sorgono movimenti indipendentisti, che nulla hanno a che fare con la lega nord.

'infatti una cosa che mi mette sempre in problemi e che mi fa perdere la pazienza quando leggo un testo in italiano è che normalmente il testo gira gira gira intorno al tema e solo alla fine ti fa capire di che cosa tratta'
Credimi, anche a me che sono italiana la cosa scoccia. Come ho spiegato qualche post fa, è nella nostra cultura quella di girare intorno al tema con parole vuote. Io provo a trattare l'italiano come l'inglese, dove posso.

'Sarebbe bello sapere come si insegna per esempio agli ragazzi a scrivere un articolo di dibattito in Italia.'
Ci dicevano 'scrivete almeno 3 pagine'. Più parole (inutili) inserivamo, più alto era il voto. Poi è talmente insito nella nostra cultura che un pò ci viene spontaneo.