tisdag 20 december 2011

È passato un mese

Questo mese passato da quando è nato mio nipotino (bellissimo!) e stato un mese di preoccupazione, speranza, tenerezza e stanchezza.

onsdag 23 november 2011

Nonna.

Ieri sono diventata nonna. Un maschietto bellissimo! Ancora non ho avuto il permesso di vederlo altro che sulle foto visto che è nato quasi un mese troppo presto. Che tenerzza...

torsdag 6 oktober 2011

Studi e lusso

Oggi e domani sono qui  Non male. Cibo buono, camera simpatica e con una vista bellissima.

måndag 19 september 2011

Studentexamen

Finalmente un articolo sulla scuola che mi piace! Con il sistema della scuola che abbiamo adesso sono sempre più convinta che l'unico modo di salvare la qualità dell'insegnamento nella scuola svedese e di tornare ad un esame finale che non viene valutato dal proprio insegnante . Un modello sarebbe quello italiano anche se non sono convinta che sia quella migliore. Forse quella finlandese?

söndag 11 september 2011

Fine estate

Abbiamo fatto un sacco di altre cose durante l'estate, come cambiare le camere dei bambini così che anche la piccola adesso ha una camera tutta sua, dipingere le camere, arredarle con mobili nuovi ecc. Io e mio marito abbiamo anche avuto il tempo di fare un piccolo giro a Bergianska trädgården:

























































Ancora estate

L'ultimo giorno siamo andati a vedere la casa di Carl Larsson.Bellissima senza dubbio:































































fredag 9 september 2011

Estate 2011

È da tanto che non trovo più il tempo per scrivere, leggere o commentare, ma spero di avere più tempo tra qualche settimana.

Adesso si sente la temperatura scendere sempre di più e le notti diventare sempre più scure e sempre più presto ogni giorno. L'estate 2011 è finita. Non c'è più speranza. Ma a me piace l'autunno, specialmente se non piove tanto. Mi piace il cambiamento da una stagione ad un'altra perché da il senso che è la fine di qualcosa, ma solo per fare nascere qualcos'altro, anche se ametto che questa gioia della stagione nuova non dura tanto. Quest'anno però porta tante cose nuove nella mia vita, tante porte nuove da aprire...

Ma com'è stata quest'estate appena finita?

fredag 5 augusti 2011

Coltivare il proprio giardino

Forse non c'entra tanto Voltaire, ma più passano gli anni più sento il bisogno di lavorare con le mani. I momenti che passo nel giardino a coltivare le piante, nel bosco a raccogliere i mirtilli o a casa a lavorare a maglia o a cucire vestiti, sono tra quelli più belli. (Forse sono pronta a diventare nonna????). Può essere che noi svedesi siamo particolari in quel senso, ma io sono più orgogliosa dei mobili tappezzati da me, del vestito cucito da me, del cibo cucinato con la verdura coltivata nel proprio giardino, di qualsiasi vestito o mobile di marca o cena in un ristorante di tante stelle. Non c'è sapore più buono di quello del sciroppo di sambuco fatto a casa, la crostata di mele dal nostro melo, l'insalata e i pomodori coltivate sulla terrazza, e a non dimenticare, i sciurilli come li abbiamo fatto l'altro ieri!

Ogni pomeriggio faccio un giretto nel giardino per controllare e curare le mie piante. Ecco il risultato di oggi:





















torsdag 4 augusti 2011

Il capo nuovo e un annuncio importante

L'altro ieri sono arrivata al lavoro tardi perché le ore in ufficio sono ancora abbastanza flessibili visto che siamo solo in quattro che abbiamo cominciato a lavorare dopo la vacanza e che non ci siamo ancora abiutati ad alzarci presto la mattina. Poi con il sole e il caldo che c'è stato quest'ultima settimana non c'è tanta voglia stare chiusa in una scuola tutto il giorno.

onsdag 27 juli 2011

Eccomi qui!

Come avete probabilmente notato, quest'anno lavorativo è stato un "anno terribilis" per me ed è solo adesso, dopo quatto settimane di vacanza, che mi sento più o meno rilassata. Appena in tempo, visto che ricomincio il lavoro lunedì, in una scuola dove in pratica tutto è "nuovo" o cambiato - il preside, i vice presidi, tanti colleghi, tantissimi allievi, i programmi... Solo l'edificio è sempre lo stesso anche se in parte rinnovato.

söndag 19 juni 2011

tisdag 7 juni 2011

måndag 6 juni 2011

Lotta continua

Finalmente c'è stato il tempo (quattro giorni soleggiati con il cielo azzurrissimo) ed io ho anche avuto il tempo per seminare - la rucola, la lettuga, gli spinaci - ma il telo di protezione per le piante messo, più di tutto contro la lepre non ha certo dato tanta protezione contro quella lepre maledetta...




















Ci voleva qualcosa più forte...







































Al momento 1 la lepre - 1 noi


torsdag 2 juni 2011

Cinque giorni liberi...

...e due notizie belle! La prima è un segreto che non vi posso raccontare ancora, la seconda è che a settembre comincio gli studi a Rektorsprogrammet, un corso universitario di 30 punti per presidi e vice presidi. Da 2010 il programma è obbligatorio per chi viene assunto come vice preside o preside a una scuola.

Puoi fare il programma solo se hai già un lavoro con quella funzione ed è il capo delle scuole del comune che decide se puoi fare domanda o no, anche perché è il comune che paga tutto; libri, mensile, viaggi. Gli studi sono divisi su tre anni. Non si studia a tempo pieno solo in media un giorno a settimana, il che vuol dire che si lavora quattro giorni. Lo scopo con questo è di usare le esperienze del lavoro negli studi e viceversa.

Il corso è diviso in tre parti: giurisprudenza della scuola, scopo della scuola svedese e come ottenere buona qualità nella svuola, il compito di essere capo sia per gli allievi che per il personale.

Si studia molto ma non ci saranno tanti esami scritti in modo tradizionale, invece si lavora con un case durante tutti i tre anni, un case che si deve analizzare da questi tre aspetti del lavoro come (vice) preside, ma anche con esempi dal lavoro alla propria scuola.

Sarà molto interessante!

söndag 22 maj 2011

Il finanziamento della scuola

Non ho avuto il tempo di approfondire il mio ragionamento di questo post, ma non voglio lasciare l'argomento, non solo perché voglio rispondere a questo commento, ma anche perché c'è molto più da dire.

Secondo me la scuola è una delle istuzioni, insieme all'assistenza medica, che non dovrebbe mai essere sottoposta le regole del mercato. Perché? Prima di tutto perché la scuola non ha niente a che fare con produzione. Non si tratta di produrre, pubblicizzare e vendere un prodotto per guadagnare soldi, per poter produrre ancora, per guadagnare ancora ecc.

Il prodotto quale sarebbe in una scuola? L'allievo? I risultati, cioè i voti, dell'allievo? Com'è adesso il prodotto è l'allievo. Più allievi ha una scuola, più viene pagata dal comune. Ma che cosa "vende" una scuola? Insegnamento, qualità, conoscenze! Questi sono i veri prodotto di una scuola. Ma come si fa misurare la qualità dell'insegnamento?

Si, si, la risposta più semplice sarebbe i voti. Ma i voti dimostrano veramente la qualità dell'insegnamento? Non solo. Una scuola ha tanti compiti altro che solo insegnare le materia, cose che si possono misurare con voti, come per esempio aiutare i ragazzi nello sviluppo della propria personalità, nel diventare un membro della società svedese e del mondo, nel diventare una persona democratica, tollerante ecc Come si fa misurare questo?

Poi i voti. Una scuola in una zona con molti ragazzi con l'origine in un altro paese o in una zona con molte persone di istruzione bassa non ha la stessa "materia prima" come una scuola di una zona "ricca" Una scuola in una zona così deve lavorare non solo con le conoscenze, ma anche con la lingua con problemi sociali ecc. Ci vogliono tante risorse in più per ottenere gli stessi risultati come in una scuola con solo svedesi, con genitori che hanno studiato all'università, con pochi problemi sociali.

Non mi sembra giusto che una scuola così ha tanto soldi o anzi meno soldi quanto una scuola in una zona ricca. È ovvio che non può avere risultati buoni come l'altra scuola senza più soldi, e risultati meno buoni porta a meno ragazzi e ancora più difficultà ottenere risultati buoni. Non dico che questi ragazzi non possono avere risultati buoni come gli altri, ma costa di più e ci vuole più tempo. In una scuola come questa gli insegnanti, tutto il personale, lavorano come pazzi perché c'è molto lavoro e pochi soldi, e ogni anno i soldi sono più pochi. Con un po' più soldi potrebbe anche ottenere risultati buoni e col tempo forse attirare altri ragazzi a fare domanda per quella scuola.

Voglio dire che non è affatto sicuro che una scuola dove i ragazzi hanno voti un po' più bassi ha insegnanti meno bravi, anzi normalmente è il contrario. E allora mi chiedo perché ha più pochi soldi...

La ragione forse più importante perché non mi piace questo sistema è che nella scuola svedese chi è il produttore, cioè l'insegnante, è anche chi misura la qualità (o almeno che ha l'unico strumento per misurare la qualità - il voto). Sono io come insegnante che decido quale voto deve avere l'allievo, e se voglio una scuola con buoni risultati, cioè che può pubblicizzarsi come una scuola che produce allievi con voti alti posso mettere voti alti anche se non corrispondono alle conoscenze che dovrebbero avere per ottenere quei voti). Io so che ci sono scuole, specialmente scuole private, che mettono voti molto più altri di quello che si meritano i ragazzi, proprio per attirare allievi, ma anche perché ci sono genitori con status nella società che vogliono che i propri figli hanno voti alti.

Conosco insegnanti che hanno lasciato posti buoni a certe scuole perché c'era troppo pressione su di loro per mettere voti alti. In alcune scuole fanno persino vedere le prove agli allievi prima delle esami per essere sicuri che otteranno voti alti.

La Svezia non ha un sistema degli esami come per esempio l'Italia. Qui abbiamo esami, prove, tesi durante tutto l'anno ed alla fine del corso è l'insegnante proprio che mette il voto. Ci sono esami nazionali, ma anche queste vengono giudicate dal proprio insegnante. Non c'è nessun sistema di controllo.

Nel sistema attuale si supporre che la qualità si può misurare con i voti, ma non solo questo, si supporre anche che i ragazzi scelgono le scuole dove gli allievi ottengono i voti più alti. Ma chiunque conosce adolescenti (o essere umani in genere, direi) sa che non è così semplice.

I ragazzi che abitano nelle zone ricche nel centro della città non vanno quasi mai nelle scuole in periferia, nonostante la qualità della scuola, ma i ragazzi di periferia invece preferiscono sempre andare a scuola piú verso il centro per diversi ragioni. Una è che gli svedesi vogliono studiare dove ci sono tanti altri svedesi, non vogliono essere la minoranza alla propria scuola, ma anche chi ha un'altra madrelingua e la possibilità di scegliere un'altra scuola lo fa perché sa che è importate imparare meglio lo svedese e che non si può fare se anche la maggioranza degli altri allievi nella scuola hanno la stessa madrelingua e l'unica occasione per parlare lo svedese è in classe con l'insegnante. Non importa quanto è buona la scuola se ci sono pochi ragazzi svedesi. Ha da fare con segregazione, non qualità. Certo non tutti possono scegliere un'altra scuola, solo quelli con i voti più alti dalla scuola dell'obbligo con il risultato che alla fine rimangono solo quelli con i voti più bassi, con più grandi problemi con la lingua, più problemi sociali ecc.

Quando si tratta di un prodotto che è un essere umano, non penso che sia mai giusto misurare qualità in soldi, perché è una delle ragioni più importanti per non lavorare per qualità. È come mi ha detto un poliziotto l'altro giorno, più lavorano più delitti ci sono, sembra. Con la qualità nella scuola è la stessa cosa. Chi lavora veramente per ottenere qualità è probabilmente chi ha i risultati più bassi, almeno all'inizio. Ma quell'inizio può bastare per non avere poi abbastanza ragazzi per andare avanti con la scuola.

Spero che si possa capire cosa volevo dire. Scusate l'italiano...


lördag 21 maj 2011

Sei bello ma troppo vicino

E non fidarti quando mio marito dice che gli piaci eh... Lui ti vede con la cipolla, il timo, l'olio...


tisdag 3 maj 2011

Nevica

Fiocchi grandi grandi di neve, qui chiamati "lapphandskar", guanti da lapponi...

tisdag 26 april 2011

Pasqua

Una bella mezz'ora di jogging in questo boschetto dietro casa ...


E abbiamo anche fatto un casatiello...






















E ci siamo persino abbronzati dopo le tante ore di lavoro nel giardino. Che altro ci vuole per una pasqua perfetta?

tisdag 19 april 2011

Aprile

Quanto amo l'aprile quando si presenta come gli ultimi tre giorni. Durante il giorno sono stati sicuramente 20 gradi e noi abbiamo avuto la possibilità di stare fuori praticamente dall'alba al tramonto. Alcune attività più altre meno piacevoli.

Piacevoli senza dubbio le ore sdraiate nel sole sul terazzo e le prime corse nel bosco. Che differenza avere un sentiero morbido sotto i piedi invece dell'asfalto, e che differenza sentire gli uccelli cinguettare invece del rumore delle macchine, l'odore del bosco invece del gas di scarico.

E poi si può trovare questi amori di primavera:























Tussilago























Vitsippa


















Blåsippa

Nella categoria piacevole troviamo anche pranzo, cena e caffè nel sole invece che in una cucina che ha veramente bisogno di pulizia di primavera.

Meno piacevole forse era il lavoraccio che ho fatto per togliere tutto il muschio dal giardino per cercare di dare spazio all'erba solo per scoprire che l'erba non c'è quasi più. Rimane solo a metterne altra.























Poi cominciano a farsi vedere dei fiori nell'aiuola, ma ancora sembra più un mucchio di terra che altro. So che la qualità del filmino è terribile, ma l'ho fatto con il cellulare ed ero veramente stanca...

fredag 15 april 2011

Fermate il mondo...

...voglio scendere!

La situazione al posto dove vado a faticare è arrivata al livello ridicolo. Quanto mi dispiace che non vi posso raccontare niente, ma una cosa vi posso dire - uno degli sbagli più gravi nella storia della scuola svedese deve essere quando è stato deciso che la scuola non deve più essere statale, ma invece comunale. Sbaglio enorme.

In situazioni assurdi così non posso altro che ridere. Ridere ed aspettare. Infatti ogni sera io e il marito facciamo un'ora di debriefing che finisce sempre con le scoppiate da ridere.

Stasera ancora più "divertimento" quando abbiamo sentito al telegiornale che vogliono fare una legge per la scuola come Lex Maria, la legge che regola che (descritto in un modo molto semplice) chi lavora nell'assistenza sanitaria ha il dovere di notificare quando vede che un paziente viene maltrattato in qualche modo.

Nella scula sarebbe un lavoro infinito notificare ogni volta che gli allievi non hanno quello che è il loro diritto secondo la legge. Non perché chi lavora nella scuola non sa fare il proprio mestiere, ma perché è semplicemente impossibile, specialmente in certe scuole dove i bisogni sono enormi.

Non so come funziona in Italia, ma in Svezia ogni allievo vale una certa cifra di soldi all'anno, soldi che vengono pagati alla scuola dove studia. Se studia al liceo/ginnasio questa somma varia anche secondo il programma che ha scelto. Dove lavoro io uno che studia economi vale circa 75000 corone all'anno e uno che studia massmedia circa 100 000 corone. C'è anche logica sotto queste differenze perché chi studia media ha bisogno di computer e programmi per i compiuter che sono abbastanza costosi, e deve spesso lavorare in gruppi piccoli. Chi invece studia economia non ha bisogni particolari.

Ci sono tre problemi principali con un sistema così. Il primo è che non si può misurare i costi solo in compiuter e gruppi. Dipende logicamente dai individui quali bisogni ci sono e un allievo solo può costare quanto una classe intera se ha bisogni particolari.

Il secondo problema è che ogni comune usa la propria tariffa, il che vuol dire che chi studia economia a Lidingö che è un comune ricco può "valere" 90 000 corone all'anno, mentre un'allievo di economia a Tensta può valere solo 60 000 corone all'anno. Questo porta al terzo problema, che una scuola che ha un'economia stabile può comprare libri belli, compiuter, viaggiare con i ragazzi, avere molti insegnanti ecc. e come conseguenza probabilmente risultati buoni. È ovvio che molti ragazzi vogliono studiare a una scuola così, e più allievi ha una scuola, più soldi ha per migliorare la scuola. Invece una scuola in un comune che paga poco per ogni ragazzo ha pochi soldi per assumere insegnanti e comprare materiale, il che porta a risultati bassi, che al suo turno ha come conseguenza che pochi ragazzi scelgono quella scuola che a sua volta porta a ancora più pochi soldi per insegnanti e materiale, che porta a risultati ancora peggio ecc ecc ecc.

Sono convinta che la scuola non deve essere gestita come un'azienda e non deve propro essere nelle mani del mercato se vogliamo qualità.



söndag 10 april 2011

Un giorno impegnativo

Dopo ancora una settimana pesante e un sabato pigro, grazie al sole e alla pigrizia del sabato sono riuscita a uscire dalla mia tana a una domenica piena di energia.

Una bella mezz'ora di jogging, un primo giro nel giardinetto finalmente liberata da tutta la neve, un giro a IKEA e una bella cena in famiglia.

L'ultima ora sono stata impegnata con il mobile comprato a IKEA. Mio marito odia montare i mobili IKEA, invece io lo trovo divertente. Probabilmente qui si vede la differenza tra una svedese e un napoletano. A me piace seguire le istruzioni, vedere pezzo dopo pezzo messo nel posto giusto con la vite giusta nel ordine giusto. Invece lui si nervosisce, vuole fare più presto, e in modo suo.

Lo sapete no, che qui si dice che puoi essere sicuro che un matrimonio sarà felice solo dopo che la coppia abbia montato un mobile IKEA insieme senza divorziarsi...

Ecco la ragione per cui normalmento lo faccio io da sola. Non perché non lo vuole fare lui, ma perché a lui da fastidio che io devo per forza leggere le instuzioni e a me da troppo fastidio quando lui comincia a improvvisare...

Adesso una bella tazza di tè prima di dormire. Domani comincia un'altra settimana brutta...

söndag 3 april 2011

Mr B

Non da perdere - "Il presidente" - un documentario tedesco di Berlusconi.

Oggi ho visto i primi segni di speranza...




L'uomo svedese

Eh si, non è facile essere una donna, ma quasi quasi penso che sia ancora più difficile essere uomo, e in particolare uomo svedese. Perché? Ma. Dopo il finesettimana come ospite nel mondo del mio figlio nella Marina ho capito che la difesa svedese e l'uomo svedese lottano con lo stesso paradosso. Devono essere duri, feroci e proteggerci, ma nello stesso tempo devono essere dolci, affascinanti e prendere cura di noi. Sempre con il bilancio tra essere visti come troppo violenti e troppo sensibili e delicati. Sempre senza sembrare troppo vanitosi o troppo trascurati.

Ecco il primo negli anni settanta (si vede, no?=)):






















E uno un po' più moderno:






















Un uomo svedese:

Deve piangere quando assiste alla nascita del figlio o quando la figlia canta nell'aula l'ultimo giorno di scuola, ma non può piangere quando viene lasciato dalla moglie o perde il lavoro.

Deve essere abbastanza violento per proteggere la moglie e i figli da ladri ed altri cattivi, ma non può alzare la voce o rompere un piatto in rabbia.

Deve mettersi i vestiti di moda, tingersi i capelli e fare la manicure, usare il lotion per il viso, farsi la doccia ogni giorno e razarsi un po' dappertutto, ma senza mai ammettere che fa tutte queste cose perché non è un vanitoso, no? E non deve mai esitareo lamentarsi se ci sono lavori sporchi da fare come togliere un'ostruzione nella tubatura di scarico o aggiustare la catena della bicicletta.

Deve avere un lavoro ben pagato e con status, ma non deve mai valutare la carriera più della famiglia.

Deve andare in moto e fare gli sport pericolosi, ma anche giocare con le bambole e fare le trecce.

Deve aggiustare la macchina e tagliare l'erba in giardino, ma anche cucinare, fare il pane e lavare i panni.

Deve amare la natura per la pesca e la caccia o al massimo perché gli piace uscire con il cane, ma non deve mai mai mai amare la natura per l'odore, i fiori, la calma, gli uccelli...

Deve essere intelligente e intelletuale, ma non deve perdere tempo tra i libri perché ci sono partite di calcio e hockey su ghiaccio da vedere, no?

Deve prendere le iniziative nel rapporto con le donne, pagare la cena e aprire le porte, ma sempre con molta attenzione per non rischiare l'uguaglianza tra i sessi.

Devo dire che tra gli uomini che conosco io quello che è più bravo trovare il bilancio tra tutte queste pretese è un napoletano... E no, non fa neanche una decina di tutte queste cose, eh...

torsdag 31 mars 2011

Äpplet faller inte långt från trädet

La piccola odia alzarsi la mattina. La sera è piena di allegria, energia, gioia. Scherza, ride, balla, canta. La mattina invece si nasconde sotto la coperta, si lamenta, ci prega di lasciarla dormire.
Ogni mattina uno spettacolo nuovo. Sta mattina abbiamo visto due dita uscire da sotto la coperta, e una voce tormentata che ha detta "Non mi posso alzare, il cuscino dorme ancora!" e poi in italiano "Due minuti per favore"...

Si, si, esattamente come la mamma...

fredag 25 mars 2011

Un po' in ritardo

La piccola mi ha dato questo cuore bellissimo. Mi piace la creatività! :)



Domani andiamo  a Karlskrona a trovare il "marinaio". Sarà un viaggio in macchina un po' lungo la sera, ma anche interessante perché non sono quasi mai stata a Blekinge.  

Skickat från min HTC



söndag 20 mars 2011

Mica male...

... visto che sono svedese... =)




















Auguri a tutti papà e a tutti Giuseppe!!!

lördag 19 mars 2011

Managgia...

avevo dimenticato...è San Giuseppe oggi... e il giorno del papà. Ho una festa da preparare!


tisdag 15 mars 2011

Altra notte di lavoro

Stamattina sono arrivata a scuola alle otto e mezza e sono andata a casa alle otto e mezza la sera. Ormai è più regola che eccezione quest'anno. Sfortunatamente ho ancora lavoro da fare. A volte mi chiedo perché sono così incredibilmente stupida a voler sempre imparare di più. A parte il lavoro normale frequento un corso per vice presidi che tratta una materia interessantissima, conoscenza tacita o conoscenza pratica. Io sono convita che è questa la differenza tra un insegnante buono e uno, anche se molto ben preparato nella materia, scarso.

Non è una materia nuova per me, ne abbiamo parlato tanto all'università, ma fa bene studiarla ancora perché fa riflettere sul proprio modo di lavorare (ed è logicamente questo lo scopo del corso).

Ma. A mezzanotte, dopo 12 ore di lavoro, Aristotele ed amici sono un po' pesanti per me. Ma a chi trova la materia interessante consiglio l'Etica Nicomachea di Aristotele, ma non a mezzanotte, eh. I

l compito di stasera è di scrivere un saggio su EQ,l' intelligenza emotiva in relazione al proprio lavoro. Non posso dire che mi sento tanto ispirata. Più di altro mi ispira il mio letto adesso ... =)

lördag 12 mars 2011

Post malinconico

Eccomi qua. Dopo una vacanza fantastica, tornata a casa con le temperature ancora sotto lo zero e neve dappertutto, mi sono veramente ritrovata in quella selva oscura dove non si vede più la strada giusta. È tipico per questo periodo dell'anno quando l'inverno non vuole finire mai e la forza per combatterlo non c'è più. Ci arrivo ogni anno in quella selva, ma questa volta la sensazione di trovarmi nel buoio senza neanche un sentiero da seguire è molto più forte. Forse è l'età, e senza dubbio è il lavoro che ha richiesto tantissimo e dato poca soddisfazione ultimamente, per ragioni che non posso spiegare qui.

Torno a casa ogni sera con il sentimento di fallimento. Cosa serve il lavoro che faccio? Il mio lavoro aiuta i ragazzi a prepararsi per la vita? Finiscono questa scuola con lo zaino pieno di conoscenze e esperienze che li aiuteranno ad avere una vita buona? Ed è veramente questo tipo di vita che dovrei prepararli ad avere?

Io stessa lavoro tantissimo, non vedo quasi mai i figli miei, sono un esempio buono per quei giovani che devono creare il mondo di domani? E per i miei propri figli?

So benissimo che abito in un paese dove ho tutte le comodità di un mondo moderno, e più. Ho buone prospettive quando si tratta di lavoro, ho la possibilità di abitare dove voglio e mettere i figli nelle scuole che voglio, mi posso permettere più vacanze dell'anno, due macchine, maxi-schermo e chi sa che altre cose. Ma ho anche il lusso di poter scegliere altro. Lavorare meno, abitare in una casa più piccola, stare più con la famiglia, non dover andare in vacanza più volte all'anno per sopravivere... Ho tantissime scelte, ma non riesco a capire cosa voglio veramente e non riesco a trovare il bilancio nella vita. Mi sveglio ogni mattina con un senso di tristezza e senza voglia di fare niente.

Sono sicura che anche gli adulti hanno periodi come i bambini, periodi di curiosità della vita, periodi di pace e periodi di cambiamenti che non possiamo fermare anche se vogliamo. Quando è ora di cambiare possiamo cercare di resistere quanto vogliamo ma non possiamo fermare quella forza dentro di noi anche se non ci sentiamo pronti o fa male. Ecco dove sono io...

Meno male che sono sopravissuta altri periodi così. Ho imparato ad avere pazienza. Prima o poi so cosa voglio e allora avrò anche la forza di arrivarci. Ho imparato a sforzarmi a fermarmi in mezzo a questo caos nella mia testa e godere le piccole cose che ci sono attorno a me: il sole che finalmente esce dalle nuvole, il cinguettio di un uccello che mi sveglia la mattina, un bacetto dalla piccola, una mezz'ora di jogging, una cena con discussioni e risate in famiglia.

Ecco una foto dalla festa del compleanno della piccola, uno di quei momenti belli della vita... Ma, siamo veramente tanti!!!!



måndag 21 februari 2011

Arrivederci

È tanto tempo che non trovo neanche un minuto per scrivere e sarà così almeno ancora una settimana perché domani andiamo in una vacanza al sole, tutta la famiglia tranne i due figli più grandi. Che BELLO scappare dalla neve e dal freddo! Non vedo l'ora! Quando torno voglio sentire la primavera nell'aria!

Buona settimana a tutti!

fredag 11 februari 2011

Buona notte, buona notte fiorellino

Non posso altro che pensare a quel bel fiorellino coraggioso che ho visto l'altro ieri quando ho fatto il primo giro di jogging dell'anno... Che fine ha fatto? Stamattina quando sono uscita a prendere il giornale il mondo era così:





























Non ho lavorato perché sono stata a casa con la piccola malata, ma ho sentito erano pocchissimi insegnanti e allievi che sono riusciti ad arrivare a scuola.



tisdag 8 februari 2011

Mi serve aiuto


Sabato è il nostro anniversario di 25 anni insieme. Incredibile. Sembra così poco tempo fa che ci siamo incontrati lì a Londra e allo stesso tempo sembra che ci siamo conosciuti da sempre...


Allora per sabato il piano è un giorno insieme a Stoccolma, senza bambini. Siamo riusciti a risolvere il problema più grande - babysitter. Ci sono vantaggi con figli grandi! Poi rimane vedere se, per usare una parola mia, "il rafebbrore" della principessa passa o no. Oggi ha 39,5 gradi...

Probabilmente andiamo a vedere questo, che non siamo riusciti a vedere quando eravamo in Cina. Poi non si sa, ma la sera una bella cena in un ristorante simpatico. Ecco perché ho bisogno di aiuto. Avete qualche ristorante favorito, preferibilmente italiano, che mi potete consigliare?

torsdag 3 februari 2011

Due sbagli e una domanda

Due sbagli sempre più frequenti:
"Jag är själv hemma." Vuol dire più o meno "Io stesso sono a casa", ma quello inteso è " Sono a casa da solo" che in svedese si deve dire "Jag är ensam hemma.".

"Båten kommer att sjunka tack vare det dåliga vädret", in italiano "La barca si affonderà grazie al tempo brutto". La frase coretta è "Båten kommer att sjunka på grund av det dåliga vädret", in italiano "la barca si affonderà a causa del tempo brutto".

Domanda:
Qual'è il significato dell'espressione "una settimana bianca" (en vit vecka) in svedese?

onsdag 2 februari 2011

L'insegnante svedese

I giorni passano velocemente. Sono così pieni di impegni di ogni tipo che quando arrivo alla sera non mi ricordo più cosa ho fatto la mattina. La settimana prossima cercherò di frenare un po'.

Anche se a quest'ora sono stanchissima ecco il post sull'insegnante svedese che vi ho promesso:

Come in molti paesi (penso) in Svezia l'insegnante viene visto con almeno un po' d' invidia. In genere la gente pensa che il lavoro come insegnante vuol dire fare 5-6 lezioni a settimana e poi tornare a casa verso mezzogiorno. Poi non c''è da dimenticare che gli insegnanti hanno tre mesi di vacanza d'estate, tre settimane a natale, vacanze a Pasqua ecc ecc.

Quasi sempre quando incontro gente nuova e dico che sono insegnante c'è qualcuno che dice che deve essere bello fare l'insegnante con tutte le vacanze e le poche ore di lavoro. Quando rispondo "Ma perché non diventi insegnante allora?" mi guarda come se fossi matta, perché "Nooo, non voglio proprio lavorare come insegnante, non è un lavoro per me!". Allora?

Cosa fa un insegnante svedese? Prima di tutto lavora 194/261 giorni all'anno, il che vuol dire che non lavora 67 giorni (ovviamente non ho contato il sabato e la domenica). Da quei 194 giorni insegna 178 e 16 giorni sono riservati per aggiornarsi nella materia, imparare nuovi metodi, organizzarare i propri corsi och organizzare progetti con altri insegnanti ecc. A scuola mia nove di questi giorni vengono organizzati dal preside (leggete vice preside) e trattano campi di priorità della scuola come per esempio TIC, tecnologia dell'informazione e della communicazione, metodi per insegnare ragazzi con svedese come la seconda lingua, nuove leggi, metodi per lavorare con LGBT-rights, contro discriminazione, nuove riforme ecc ecc. Cosa fare gli ultimi sei giorni decide ogni insegnante, e spesso va a dei corsi a spesa della scuola.

L'insegnante lavora 45 ore a settimana. 35 ore deve stare a scuola, 10 ore può fare dove vuole e servono per preparare lezioni, correggere ecc. Ma un insegnante che fa il lavoro con qualità lavora sicuramente almeno 50 ore a settimana.

Le 35 ore a scuola vengono divise tra lezioni (in media 14 ore a settimana) e conferenze (4 ore a settimana). Dove lavoro io l'insegnante fa anche 4 ore (se lavora a tempo pieno) di aiuto a chi ne ha bisogno. Queste ore ci sono anche sul orario e l'insegnante deve essere a disposizione a chiunque vuole aiuto con qualche compito o avere delle spiegazioni approfondite.

Ogni insegnante è responsabile per 12-15 allievi che incontra circa 45 minuti a settimana per parlare del caledario della settimana, dare informazioni, discutere problemi che hanno gli allievi per esempio con insegnanti o che hanno insegnanti con la classe-Quest'ora si usa anche per discutere concetti come diritti e doveri della democrazia, le leggi contro discriminazione e come metterle in pratica nella scuola. È anche uno dei luogo che hanno gli allievi per avere influenza su come viene organizzata e come funziona la scuola.

Siamo arrivati a 23 ore. Le restanti 12 ore che fa? Beve il caffè? Ma devo dire che anche noi abbiamo il salottino con i divani per la pausa, abbiamo la macchina del caffè e ogni martedì un cestino enorme di frutta, ma normalmente gli insegnanti non hanno il tempo di sedersi e godersi quel caffè. Molti portano la tazza del caffè nella stanza per berlo vicino al computer.

Cosa fa allora?

Come dirigente di classe:
- Deve controllare le assenze degli ragazzi della propria classe.
- Ogni allievo ha circa 100 euro al mese di sussidio degli studi ma se è assente da scuola più del 20% delle lezioni perde questo sussidio. È il compito del dirigente di classe di controllare questo.
- Se qualcuno del proprio gruppo ha problemi con gli studi, problemi sociali o fisici deve avere un incontri col ragazzo insieme a un genitore se non ha ancora 18 anni e con o la consulente didattica, l'assistente sociale o l'infermiera dipendente dal tipo di problema. Deve documentare l'incontro.
- Deve avere contatti con i genitori
- Due volte all'anno deve incontrare ogni allievo insieme ai genitori per parlare degli studi. Prima dell'incontro si deve informare su come va in ogni materia
- aiutare gli allievi con il lavoro finale - un progetto.

Per quanto riguarda i corsi che insegna deve:
- tenersi aggiornato
- incontrare gli altri che insegnano la stessa materia (al liceo quasi tutti insegnano due materie come per esempio svedese e inglese, studi sociali e storia o matematica e fisica.) per pianificare, per decidere quali libri e quale materiale pedagogico usare/comprare per le diverse classi, discutere compiti e come valutarli, discutere voti ecc ecc.
- copiare materiale
- documentare cosa fa e i voti che gli allievi hanno sui compiti diversi,
- deve valutare il proprio lavoro, i risultati che fanno i ragazzi e analizzare cosa è andato bene, quali metodi sono stati efficienti, perché i voti sono quelli che sono e sempre documentare quello che scopre.

Per quanto riguarda la scuola deve:
- aiutare con attività come quelle descritte qui
- fare parte del lavoro con la valutazione della scuola dell'anno e il piano del lavoro per la scuola del prossimo anno
- lavorare con l'ambiente nella scuola sia quella fisica che quella sociale,
- aiutare con la commercializzazione della scuola...

Ho sicuramente dimenticato qualcosa...



måndag 31 januari 2011

Partenze e pianti

Stamattina è partito il figlio più grande per fare i primi tre mesi nella marina militare svedese. È stata una scelta sua - la coscrizione obbligatoria non c'è più da qualche mese e non posso dire che io sono tanto entusiasta.

Appena arrivato a Karlskrona dove c'è la base navale mi ha chiamato e ha detto che tutti sono alti due metri e pesano 100 chili e che persino tutte le donne sono più grandi di lui! Ma che si aspettava con i geni che ha?? =)

La sorellina quando si è svegliata e non ha visto più il fratello si è messa a piangere e non c'era modo di fermarla. Alla fine abbiamo dovuto chiamare il fratello al cellulare e dopo aver sentito che il fratello stava bene si è calmata un poco.

E la mamma? Ma, per essere sincera ci sono stati giorni in cui ho dovuto dirmi "sono solo 10 giorni ancora e poi parte" perché non è sempre facile avere un figlio grande in casa, uno che vuole tutti i diritti che dovrebbe avere uno di vent'anni, ma che non vuole accettare nessun dovere... ma nonostante quello è brutto averlo lontano. Mi manca e mi preoccupo, ma so anche che era ora e spero che possa essere un'esperienza importante della sua vita.

onsdag 26 januari 2011

Adolescenti

Ecco. Ho un terzo adolescente in casa.

Conferma quello che già sapevo - Non sono normali! Ma anche che è normale che non sono normali... =)

Mi potete spiegare perché gli adolescenti:

- ad un tratto decidono di non mangiare più cose che hanno mangiato e amato da quando erano piccoli, e perché quasi sempre si tratta di salsiccia, formaggio o/e cibo di un certo colore?

- vanno in giro per la casa a ripetere un rumore ogni 30 secondi, quasi sempre verosimile al rumore di un animale con predilezione di quello delll'uccello o della scimmia?

- Escono senza il cappello d'inverno e con il cappello d'estate? I miei figli escono perfino senza la giacca d'inverno e con una giacca pesante d'estate...

Meno male che ho anche visto che questo periodo non dura tanto...



lördag 22 januari 2011

La lepre

Ecco la lepre
























I pezzi di legno che si vedono fanno parte della casetta semi-crollata che ha costruito il figlio nel melo. Probabilmente un ottimo posto dove nascondersi per una lepre visto che li sotto l'albero c'è anche un po' di erba non coperta dalla neve.

Il sabato

Queste prime settimane dopo le vacanze di natale ho avuto tantissimo da fare. In tre settimane ho già fatto 11 giorni di straordinari. Forse non è strano visto che lavoro a due scuole e questa settimana è toccato all'altra scuola di essere ispezionata. A parte questo faccio parte del gruppo che deve, non so come esprimerlo...diciamo creare, la nuova scuola, adesso che gli altri due verranno chiuse a giugno. Non è un lavoro di qualche ora... Infatti abbiamo visitato tante altre scuole che sono appena state aperte, abbiamo visto come sono i locali, come hanno pensato per quanto riguarda l'orario, il personale, la mensa, l'educazione fisica... e ci siamo accorti che nessuno è riuscito a costruire la scuola in meno di 3 anni. Noi abbiamo 9 mesi a disposizione...

Meno male che il venerdì sera quando torno dal lavoro mi aspetta spesso una cena romantica che mi hanno preparato mio marito e i figli più piccoli. Primo, secondo e dessert. Candele, fiori e musica soft.

Il sabato poi sono così stanca che non riesco a mettermi in moto prima della sera. E non è perché non ho niente da fare, eh! Con quattro bambini c'è sempre qualcosa da fare! Questo sabato non è un'eccezione. Fino adesso:
- ho bevuto due tazze enormi di té
- ho mangiato due panini prosciutto e mozzarella
- ho letto il quotidiano locale
- ho letto SvD
- ho letto il giornale del sindacato degli insegnanti
- ho lavato e steso dei panni
- ho guardato la lepre che ha deciso di vivere sotto il melo
- sono uscita per controllare che la lepre non sia malato visto che non si è mossa da lì tutto il giorno (ancora in pigiama anche se era l'una!)
- ho notato che la lepre sta bene perché ha fatto dei bei salti fino al giardino del vicino quando ha deciso che mi sono avvicinata troppo ( a circa un metro di distanza)
- ho giocato a Fia con la piccola e un amico suo una decina di volte
- ho letto dei blog
- ho iscritto la piccola a un club di ginnastica
- un bevuto un caffè svedese e mangiato un pezzo della torta rimasta dalla cena di ieri.

Ma quello che non ho fatto è:
- stirare i diecimila panni che adesso formano un monte sul divano nello studio
- rimuovere e rimettere nel cartone tutti i tomtar, kulor, glitter ed altre decorazioni di natale come hanno già fatto le famiglie ordinate settimane fa
- pulire la casa
- fare la spesa
- aiutare il figlio grande a mettere in ordine tutto per la sua avventura nella Marina Militare che comincia la settimana prossima
- visitare la figlia grande che è stata malata tutta la settimana...

Ma. C'è sempre un domani.

E stasera quando mi sono svegliata spero di avere il tempo di scrivere quel post sull'insegnante svedese per chi è interessato.

söndag 16 januari 2011

Ultima parte

Non ho avuto tempo di chiudere il discorso sulle cose positive con crescere dove sono cresciuta io. Non c'è tanto da aggiungere ma non ho detto niente della parte, forse più importante di tutte - la libertà. Mi sono sempre sentita e sono sempre stata molto libera. Non era l'abitudine dei genitori portare i figli qui e lì in macchina, invece chi voleva andare in qualche posto andava in bici d'estate o con questo d'inverno.

Non mi ricordo di avermi sentito mai limitata da bambina. Già a cinque anni stavo fuori a giocare dalla mattina alla sera, facevo piccole spese nel supermercato vicino a casa e andavo al chiosco a comprarmi le caramelle da sola il sabato. Certo che c'era un limite, una zona che era mia e da non lasciare; il parco del palazzo dove abitavo, il bosco dietro la casa e la pista degli aeri militari abbandonata. Basta. Potevo andare più lontano solo in compagnia dei fratelli o qualche amico/a più grande. Ma quella zona era abbastanza grande per tutti i gioci più belli: andare in bici, kurragömma (nascondino), diversi sport come il calcio, sci, pattini ecc. C'era anche abbastanza spazio per avere sempre qualcosa nuova da scoprire, per una piccola avventura nel bosco, per costruire quella casetta nascosta in un albero. Uscivo la mattina e tornavo a casa solo per mangiare. Dopo le otto di sera non potevo uscire più.

Quella zona mia veniva logicamente estesa con gli anni, ed anche l'ora di ritorno al nido. =) Ma da quando avevo 10-12 anni potevo in pratica andare dovunque volevo. Per andare a fare un bagno d'estate c'erano più o meno 10 chilometri e li facevamo quasi sempre in bici, anche perché i nostri genitori normalmente lavoravano. Appena uno sapeva nuotare era l'ora di cavarsela da solo.

A volte facevamo gite in bici di ore e ore solo per il divertimento. Un po' di acqua e qualche panino nello zaino e via! Ritorno la sera.

Facevo parte di un gruppo di sei ragazze che facevamo gare di ginnastica artistica e d'estate facevamo sempre delle gite insieme. Ogni anno da quando avevo 12 anni andavamo alla stuga di una di noi. 20 chilometri in bici. Stavamo lì una settimana a fare il bagno, fare giri nel bosco, la sauna ed a chiacchierare fino alla mattina. Nessuno che ci aiutava con niente, nessun telefono, nessun cellulare. Una o due volte venivano i genitori a controllare che tutto era ok, ma il resto del tempo eravamo libere a fare quello che volevamo noi e anche responsabili per la stuga e per noi stesse. Non mi ricordo che c'era mai qualche problema che non potevamo risolvere da sole. C'erano piccole cose come quella volta che abbiamo dovuto andare in bici andata e ritorno al paesino più vicino (cioè a dieci chilometri) a comprare le caramelle perché avevamo dimenticato le altre a casa prima di partire. Quel paesino più vicino era proprio nella zona dove ho preso queste foto!

Da ancora più grande, da circa 15 anni, facevo veramente tutto quello che volevo io. Tornavo a casa a volte anche alle sette di mattina o lasciavo la casa alle cinque di mattina per andare a pescare o chi sa che cosa...

Devo aggiungere una cosa. Ero una figlia molto calma. Non facevo le grande bevute come facevano molti dei compagni di scuola, non facevo tanti guai, forse qualche storia con qualche ragazzo qualche volta, ma ero (eravamo) veramente da fidarsi. So che i miei sapevano questo e che questa è la ragione per cui mi davano tutta questa libertà, ma sono anche convinta che è la libertà che ho avuto che mi ha fatto diventrare responsabile e da fidarsi.

Sono grata di aver avuto questa possibilità e mi dispiace che per esempio i miei propri figli non possono essere liberi come ero io, non perché non sono da fidarsi, ma perché la gente attorno a loro non è da fidarsi... =(


Ma spiegami una cosa...

La polenta. A che serve?

söndag 9 januari 2011

Sunshine award ed altro

Domani di nuovo lavoro. Ho già lavorato alcuni giorni, ma domani tornano anche allievi ed insegnanti. Tutto il circo. Ed io non ci voglio andare. Ho perso la voglia. Non posso speigare perché solo dire che ho saputo una cosa che mi fa arrabbiare talmente che mi esce il fuoco dalle orecchie solo pensandoci.

Ma per il resto quest'anno nuovo non c'è male fino adesso e per il blog è comincato con una sorpresa - il Sunshine award assegnato dal Cuore di seppia e descritto cosi nel suo blog "un sorta di “trofeo passaparola” con il quale i bloggers di tutto il mondo celebrano per una volta i blog più interessanti, quelli che si seguono con piacere o ai quali si è affezionati di più.".

Grazie Sara! È un onore, io che non mi aspettavo che nessuno voleva leggere un blog da una svedese scritta in un italiano povero come quello mio...


Quando si riceve il premio bisogna:
1)Ringraziare coloro che ci hanno premiato
2) Scrivere un post per il premio
3) Passarlo ai 12 blog che riteniamo meritevoli
4) Inserire il link di ciascuno dei blog che abbiamo scelto
5) Dirlo ai premiati



Ho visto che tanti di voi che volevo premiare già l'avete avuto, ed è impossibile per me scegliere tra gli altri perciò ho deciso di essere molto "non svedese" e a premiare tutti i blog che seguo e che potete vedere sulla lista a destra. A tutti voi:














PS. Una domanda. Qualcuno sa qualcosa di Imperia? In Liguria se non mi sbaglio. DS.

Colazione all'italiana

Stamattina per la prima volta in tanto tempo la temperatura era sopra lo zero, +2 gradi e c'era anche un po' di sole. Forse a colpa di quello mi è venuta una voglia incredibile di una colazione all'italiana - cappuccino e cornetto al cioccolato. Ho fatto il mio meglio, ma non sono venuti come li volevo io... anche se appena li hanno visti i bambini sono spariti subito.

måndag 3 januari 2011

Creatività e spiegazioni

Ho tante cose da scrivere, ma è così difficile in italiano...

Una cosa che ho riscoperto in questi giorni dopo quasi due settimane di festa, è la mia creatività. Pensavo che fosse morta per sempre. Normalmente sono così stanca quando torno dal lavoro e ancora più stanca la sera che non mi viene mai la voglia di fare niente, e idee creative... niente. Mi limito a lavorare, stare con i bambini, curare la casa, mangiare e dormire, in quel ordine.

È bellissimo sentire la voglia di fare passeggiate, incontrare amici, fare allenamento, giocare con i bambini, cucire, andare in cinema, preparare una cena speciale, mettere le foto nelle album (sono arrivata al 1998...), cambiare la stoffa sulle sedie nel soggiorno... You name it! Poi che non sono riuscita a fare neanche il 10% di tutto quello non mi toglie la soddisfazione, l'importante è poter svegliarsi la mattina e pensare "Che cosa di bello c'è da fare oggi?". Le sedie vi faccio vedere dopo, però! =)

Questa creatività vale anche per il blog e ci sono tanti post nella mia testa che comunque non sono riuscita a scrivere visto che ci sono i bambini, il marito e tutti i miei progetti creativi che tira la mia attenzione dal computer. Non posso scrivere un post in italiano in solo qualche minuto che potrei fare in svedese, ci vuole tempo per me. Per non dimenticare tutti questi post faccio una lista dei argomenti:

- l'anno nuovo e quello vecchio
- adolescenti
- l'insegnante svedese
- la riforma della scuola svedese
- smultronställen

Va bene. Basta così. Adesso ritorno ad un argomento che ho promesso ad approfondire alcuni giorni fa. La ragioner per cui mi sento grata essere cresciuta in un posto piccolino nel nord anche se non mi sono mai trovata tanto bene lì.

Dove comincio?

Forse quello più importante è che già da piccola ho imparato a vivere, se non in armonia con la natura almeno combattendo con/contro la natura. La casa dei miei genitori è in un quartiere di case indipendenti, non isolata in mezzo a niente, ma lo stesso con la natura proprio fuori la finestra. Mi ricordo in particolare una mattina verso le cinque, avevo forse dieci anni, io ed un'amica avevamo passato la notte in una tenda nel giardino, ci siamo svegliate da un rumore come se fosse qualch'uno che cercava di entrare la tenda, ho aperto lo zip della tenda con le mani che tremavano un po' da paura solo un poco, ma appena mi sono sporta la testa fuori dalla tenda ho avuto un bel bacio da una renna curiosa. Che paura!

E così era, così è, la gente viveva, vive, in mezzo alla natura, anche se in un ambiente abbastanza moderno. Perché non è come pensano quelli del sud, che le città del nord, la gente nel nord, sono" arretrati". Invece la vita lì è spesso molto più moderna che qui a Stoccolma, almeno se parliamo di tecnologia. La ragione è abbastanza semplice - c'è più bisogno lì. Un esempio dalla mia vita è l'ambiente delle università. Ho studiato a Luleå, a Umeå, a Stoccolma e a Uppsala e mi sono sorpresa dal fatto che Uppsala e Stoccolma sono così indietro in tanti aspetti in paragone con Luleå e Umeå.

La natura. Il ritmo della vita di una famiglia si basa in un modo sul ritmo della natura.

In gennaio si sta spesso a casa per il buoio e il freddo. È il periodo di stare con la famiglia e andare a visitare parenti qua e là.

In febbraio e marzo molte attività fuori; giorni intere ad andare sulla slitta, creare uomini di neve o forti con le palle di neve dove facevamo guerre di neve, gite con gli sci sul fiume ghiacciato e da più grandi gite con la motoslitta sul mare nel archipelago. Alcuni anni quando il ghiaccio era specialmente doppio facevamo anche gite sul mare in macchina. Era una meraviglia andare in posti in mezzo al mare con la macchina la notte, tutto scuro, solo le stelle in cielo che brillavano. A volte stavamo sdraiati su una pelle di renna, a guardare le stelle e parlare di tutto e niente. Altre volte ballavamo alla musica dalla radio della macchina. Molto romantico in guanti, cappello e piumino... =)

In aprile invece c'è il periodo della pesca sul ghiaccio. Come si fa? Con un trapano così















si fa un buco nel ghiaccio, e vi assicuro che ci vuole il trapano perché il ghiaccio può essere doppio più di un metro. Poi si pesca nel buco.

Il 3o aprile c'è la notte di Valpurga e normalmente il falò si fa sul ghiaccio sul fiume.

Il primo maggio poi è il giorno in cui i bambini finalmente potevano cambiare i vestiti invernali a quelli un po' più leggeri. A volte, tempo permettendo, è anche il momento di tirare fuori la bicicletta dal garage, lavarla, mettere l'olio sulla catena e via - il primo giro dell'anno.

In maggio c'è anche un grande avvenimento - ogni anno il comune mette una barchetta sul ghiaccio sul fiume e la gente può scommettere quale giorno il ghiaccio del fiume si spacca. Se sei fortunato riesci a vederlo o almeno sentirlo. A volte porta grandi allagamenti quando pezzi enormi di ghiaccio vengono portati con il corrente e si sciolgono.

In giugno invece è ora di mettere le patate, quelle che crescono solo nel nord, mandelpotatis (il nome viene dalla parola per patate = potatis e quella per mandorla = mandel, visto che la forma di queste patate assimiglia a una mandorla), le carote e altre verdure. Non si può fare prima perché c'è troppo rischio di gelo la notte. Non fa niente però perché il sole di mezzanotte aiuta a farli crescere più in fretta.

Questo è anche il periodo in cui si alza presto la mattina, verso le quattro, per andare a vedere il ballo dell'accoppiamento del fagiano di monte. Molto particolare. Fa un freddo, ma vale la pena...

Luglio è il mese di sole, di bagni nel lago, nel fiume ma anche nel mare. È il mese di gite in bicicletta o in barca, di giorni che non finiscono mai, di pesca e notti in tenda. In questo mese la gente del nord deve godersi tutto il sole dell'anno perché già in agosto comincia a sparire...

Agosto e settembre sono i mesi in cui si raccoglie le bacche, le patate, le carote e si fa la marmelata, i dolci, lo sciroppo...

In agosto c'è anche l'ultima festa nella stuga (la casetta d'estate) quella delle aringhe fermetate (potete leggere più qui).

Ah, non posso dimenticare la pesca del coregione bianco che cominicia verso il 20 settembre. Il caviale rosso da questo pesce è conosciuto in tutto il mondo e molto molto costoso.

Ma dopo questo... niente. Ottobre, novembre dicembre. Buoio. Freddo. Niente, a parte le preparazioni di avvento, di Santa Lucia e di natale.

Sono sicura che nella vita è stata un vantaggio per me che ho avuto tutte queste esperienze nella natura, con la natura. So pescare, so trovare la strada in un bosco, so cosa si può mangiare e no, so come prendere cura di quello che ci da la natura, so quando si può seminare e raccogliere, so quali e come sono gli animali che ci sono in Svezia, so navigare una barca o pagaiare una canoa, so come si fa sopportare il freddo.

Da bambina caminavo a scuola, 5 chilometri l'andata, anche con temperature di -25 gradi. Era brutto, ma me la sono cavata. Da più grande andavo in bicicletta anche d'inverno. Non si parlava di autobus o essere accompagnata in macchina. Quando eri grande abbastanza per andare a scuola eri anche abbastanza grande per farlo da sola.

Non mi spaventa il freddo. Non mi spaventa lavoro fisico. Non mi spaventa il buoio o la solitudine. Ho imparato che bisogna tenere la calma in una situazione difficile, usare il cervello e cercare soluzioni. Quando ti buchi una gomma della bici o della macchina in mezzo a niente devi trovare la soluzione tu. (Non dimenticare che non c'erano comodità come cellulari, eh). Ma più di tutto ho avuto tante tante esperienze che la televisione non ti può dare, che non puoi avere in un museo o sull'Internet.

Adesso basta per oggi.