lördag 8 maj 2010

Donne, famiglia e lavoro

Qui ho avuto delle domande da Marilena. Cerco di rispondere in questo post.

Ho quattro bambini. Raro? Secondo SCB la media in Svezia è 1,8 bambini per famiglia, diciamo due. Se vedo solo i miei amici più vicini hanno: 6, 4, 3, 3, 3, 3, 2 e 2 bambini, in media 3,2. Allora, quattro è un po' esagerato forse, ma la cosa più rara in Svezia non è che ho tanti bambini, ma il fatto che hanno tutti lo stesso padre. Sempre quando dico che sono così tanti c'è qualcuno che mi chiede "Ma con lo stesso uomo?". Ci sono tantissimi divorzi in Svezia, poi si sposano di nuovo e hanno bambini con il marito/la moglie nuovo/-a e la conseguenza è che ci sono tantissimi bambini che abitano con solo un genitore biologico, ma che hanno anche fratellastri e sorellastre e una matrigna o un patrigno. (Odio queste parole, sembrano così Cenerentola! In svedese non sono molto migliori, si dice papà di plastica o mamma finta o forse fratello bonus. Ci sono altre parole più belle in italiano?)


I nostri primi due figli sono stati a casa fino a quando la più grande aveva sei anni e ha cominciato la primina. Il fratellino che aveva tre anni si è scocciato stare a casa senza altri bambini attorno e abbiamo deciso di mandarlo all'asilo. E noi? Studiavamo e lavoravamo un poco qua un poco la, qualche anno ero a casa con i bambini io, qualche anno lui. Ma durante quei anni nessuno di noi aveva un lavoro fisso. Poi ci siamo trasferiti in un'altra città e abbiamo cominciato a studiare all'università tutt'è due. Ci sono voluti sei anni durante i quali siamo sopravissuti cinque persone (È nato il figlio numero tre dopo qualche anno lì) sugli assegni di studio e il contributo alloggio che si ha dallo Stato, più un prestito per gli studi. L'unico problema era l'estate ma un'estate lavoravo io, un'altra lui, in ristoranti, ospedali, negozi, quello che abbiamo trovato. Non mi ricordo mai di aver avuto problemi sopravvivere. Avevamo un appartamento cinque camere e servizi, una macchina, e d'estate c'era sempre possibilità di un mese in Italia.

Poi finiti gli studi, un altro trasloco verso dove c'erano i posti di lavoro e visto che ci siamo trasferiti dal nord (con più disoccupazione) al sud (dove c'erano i lavori) il trasloco veniva pagato dall'Arbetsförmedlingen, l'agenzia di collocamento.

Adesso siamo qui. Lavoriamo tutt'è due. Viviamo bene: casa a schiera, macchina, vacanze... ci possiamo permettere quello che vogliamo anche se non abbiamo una Ferrari e non compriamo Armani, ma stiamo bene. Sarebbe anche possibile vivere su uno stipendio, certo con un livello di vita un po' più basso. Noi abbiamo scelto di vivere così in questo periodo, ma ci sono tante possibilità segliere altre strade. Ci sono anche tante donne che dopo il divorzio vivono da sole con due o tre bambini e se la cavano.


Con l'ultima figlia sono stata a casa io i primi dieci mesi, poi il padre otto mesi, con l'ottanta percento dello stipendio pagato dallo Stato.

Si può stare a casa circa 18 mesi, poi, penso, 6 mesi con circa 10 euro al giorno. Sia la madre che il padre può stare a casa con i bambini, ma almeno un mese (o sono due adesso?) può prendere solo il padre. Fino a quando l'ultimo bambino ha 8 anni hai il diritto di prendere congedo del 25%. Anche se quasi tutti lavorano tutt'è due è molto comune che uno dei genitori prende questa possibilità di lavorare solo il 75 % mentre i bambini sono piccoli. Per esempio mio marito gli ultimi due anni ha lavorato solo l'80 % mentre io ho lavorato a tempo pieno.

L'ultima figlia ha cominciato l'asilo quando aveva un anno e mezzo. Numero tre a due anni e mezzo. È molto raro che un bambino comincia prima di un anno, il normale è a 1.5 anni.

Le possibilità delle donne sul mercato di lavoro? Hmmm...

Io non ho mai sentito che ho avuto più difficultà trovare lavoro solo perché sono donna. Ho cominciato la carriera (?) come insegnante quando avevo 34 anni. Nessun problema. Ho trovato subito lavoro. Nessun problema quando ho avuto bambini. Nessun problema per mio marito stare a casa con i bambini.

Ho sempre sentito che i datori di lavoro hanno preso in considerazione solo quello che c'è scritto nel mio curriculum vitae e quello che ho detto e mostrato durante le interviste che si fanno qui quando si fa domanda per un lavoro. Ho sempre sentito che sono stata apprezzata per quello che faccio e che ho avuto le stesse possibilità come qualsiasi uomo. Ma questa è la mia esperienza. Forse altre donne hanno altre esperienze, ma lo dubito. Chi ha problemi è lo straniero con un nome "strano". Spesso non viene neanche chiamato all'intervista, ma non è sempre così, ci sono anche ditte che cercano gente da culture diverse perché hanno capito che c'è bisogno e che gente che conosce più lingue e più culture sono risorse grandi per la ditta.

Quello che non è ancora uguale è lo stipendio. Una donna non ha sempre lo stesso stipendio come un uomo per lo stesso lavoro. Non sono sicura della ragione, ma sospetto che ha anche da fare con il fatto che le donne non sono ancora abbastanza brave a mettere il rilievo quello che fanno e come sono brave, ed a richiedere uno stipendio alto. In Svezia hai il diritto di vedere lo stipendio di tutti. Quando fai domanda per un lavoro è bene controllare prima quanto guadagnano gli altri per sapere più o meno quanto richiedere. Poi all'intervista per il lavoro il capo ti chiede quanto vorresti avere. Poi quando lavori, ogni anno hai un incontro con il proprio capo in cui racconti come lavori eccettera per motivare un aumento alto. Poi il capo spiega il suo parere sul tuo lavoro e ti dice quanto è disposto a darti.

Io, quando ho visto che ci sono altri, uomini o donne, che fanno lo stesso lavoro come me, ma che hanno uno stipendio più alto, ho sempre chiesto una spiegazione dal capo. Poi ho chiesto un aumento più alto e motivato perché, ed è sempre andato bene. L'ultima volta, devo ammettere, mi sono arrabbiata, ho sbattuto la porta in faccia al preside, il capo, ma dopo mi ha chiamato e mi ha dato ragione. Ho avuto l'aumento. =)

L'età può essere un fattore importante sul mercato di lavoro, ma io direi che chi ha problemi trovare lavoro, sia uomini che donne, sono quelli che hanno 55 anni o più, non persone più giovani. Una donna di quarant'anni è abbastanza ricercata perché (normalmente) non ha bambini piccoli a casa, ma invece un sacco di esperienza della vita, di organizzare, di risolvere conflitti, di essere efficente eccettera (chi ha bambini capisce cosa voglio dire...) . Poi spesso ha una grande voglia di lavorare e fare carriera dopo anni dedicati alla famiglia.

Conclusioni? Chi, uomo o donna, ha voglio di stare a casa con i bambini, chi ha voglia di studiare, chi ha voglia di lavorare ha tutte le possibilità, tutto l'aiuto pensabile dallo Stato, tutte le strade aperte. La Svezia è ancora un buon paese quando si tratta di questo!


12 kommentarer:

orma sa...

Sto preparando i bagagli!
Ho 40 anni, a luglio 41 e tanta voglia di avere un lavoro decente.

Marilena sa...

Grazie, per me questo e' molto interessante. Credo che le donne in Svezia sia decisamente piu' fortunate che le donne in Italia. E secondo me anche per le donne negli USA perche' veramente qui lo Stato non aiuta nessuno, neanche gli studenti. Quando mio marito era all'Universita' non qualificavamo neanche per l'assicurazione medica del governo e quindi eravamo senza assicurazione per 3 anni.
Grazie

Carin sa...

Marilena: Abbiamo molto aiuto, è vero. Poi le tasse sono alte per permetterci tutto questo. Ma mi sembra un sistema buono, anche se vedo che c'è gente che usa il sistema e ci sono altri che non si mettono in moto perché sanno che lo stato aiuta anche se non fanno niente.

Orma: Benvenuta! Ti aiuto se posso!

Carla sa...

Un post davvero molto interessante questo! Anch'io vorrei tanto riuscire a trasferirmi e queste informazioni mi rincuorano!

Carin sa...

Benvenuta anche tu, Carla! Facciamo una colonia italiana qui a Stoccolma1 =) Posso essere membro onorario, anche se sono svedese...?

orma sa...

Beh, mi sa che sotto molti aspetti sei più italiana di me!

Carin sa...

Orma, spero aspetti positivi... =)

gattosolitario sa...

Beh si, c'é molto aiuto per i figli e questo é bene. Ho l'impressione che molti se ne approfittino, ed é un peccato perché poi tutto questo finirá. Speriamo di no.

La paternitá/maternitá é una gran cosa. Certo peró che l'80% vale solo fino a stipendi di 32000-35000 SEK al mese peró. Che é una cifra decente, ma medio-bassa in alcuni settori. Oltre si perdono i soldi.

Carin sa...

Il problema più grande che vedo è che la gente diventa pigra. Sa che lo stato prende sempre cura di tutti allora non si sforza. Secondo me è questa una delle ragioni per i problemi della scuola. Hai ragione che c'è un limite.

Puntino sa...

Bella storia,
è ammiro molte le persone che hanno studiato con tante difficoltà. Complimenti a entrambi. Il sistema svedese mi sembra giusto, bisogna dare l'opportunità di stare con i figli specie nel periodo + importante della loro infanzia anche se confesso come funzioni in italia, magarli qualcuno deo follower potrà risponderci


PS
Ti aggiungo una correzione:
"Ma durante queGLi anni nessuno di noi aveva un lavoro fisso.

Marilena sa...

Quello che trovo interessante e' che anche negli USA nonostante ci siano meno aiuti l'abuso del sistema e' incredibilmente alto. Ci sara' sempre gente pigra che vuole essere mantenuta a spesa degli altri. Almeno in Svezia si aiutano anche gli studenti.

TopGun sa...

Io personalmente, abolirei le parole fratellastro\sorellastra.

un fratello o sorella con un genitore solo in comune,deve essere tuo fratello e basta.
Poi il ruolo dei genitori invece, deve essere distinto da quello dei compagni dei genitori altrimenti si mischiano i ruoli ed i bambini perdono i punti di riferimento (quando i genitori anche se divorziati si preoccupano dei propri figli).

Riguardo all'assistenza dello stato, bhe è giusto tutto il contrario che in Italia.
Qualche mio amico che ha famiglia, tipo quelli che hanno avuto un bambino pochi giorni fa, non ricevono niente dallo stato.
tutto con le proprie forze e con l'aiuto della famiglia.

Il welfare state nei prossimi anni potrebbe entrare in crisi in tutta europa.
Anche nella piccola Irlanda ci sono molte persone che vivono di sussidio senza curarsi di fare altro.
Prima o poi finirà ed è giusto così.

Io sono per l'aiuto temporaneo e motivato.


Tu e tuo marito vi siete sbattuti parecchio però siete felici.
alla fine della fiera questo conta :)

Divertente l'aneddoto dell'ultimo aumento che hai ricevuto...non per il tuo povero capo che ha dovuto fronteggiarti :P