Qui trovate i miei pensieri personali di questi due paesi che amo ed odio da sempre
tisdag 29 juni 2010
Tjejmilen
söndag 27 juni 2010
Maybe a small step for humanity...
lördag 26 juni 2010
Midsommar
fredag 25 juni 2010
Midsommarafton... after all
onsdag 23 juni 2010
L’italiano vs lo svedese
No, no, no, se avete pensato di trovare qualche spiegazione delle strane tradizioni svedesi di midsommar raccontate da una svedese vera, non avete trovato il blog giusto. Leggete invece cosa ha scritto per esempio Morgaine. Molto ben descritto e come sempre spiegato in un modo che fa ridere.
Io invece ho scoperto che non posso essere svedese perché non mi piace proprio midsommar. Si, certo che è bello con un giorno libero, e si che questo periodo dell'anno è molto bello e che è bello stare insieme alla famiglia e amici. Ma niente "sill", niente "nubbe" e assolutamente nessun "små grodorna". (Anche se devo ammettere che la sera vado con i bambini più piccoli a raccogliere i sette fiori... e sono sette eh, non nove. Quanto si può chiedere da una povera ragazza svedese? Gli ultimi anni abbiamo perfino raccolto qualche rosa in giadino per arrivare a sette senza andare in giro tutta la notte...)
Ma di che cosa intendo scrivere allora? Cominciamo con l'altro sabato dopo il matrimonio della principessa quando abbiamo avuto l'occasione di prendere un caffè insieme a Eleonora e suo figlio, anche lui simpaticissimo. Tra tante altre cose abbiamo parlato delle differenze tra l'italiano e lo svedese, un argomento già discusso su diversi blog italo-svedesi. È stato molto interessante e ho scoperto che abbiamo più o meno lo stesso parere su queste due lingue, anche se non abbiamo avuto tempo per approfondire tanto.
Dopo le discussioni con Eleonora ho pensato molto di quello che abbiamo detto e queste sono le mie conclusioni:
- Lo scopo fra le due lingue è molto diverso, direi anche l'opposto.
- Si usano in un modo molto diverso, specialmente la lingua scritta.
- La grammatica italiana è probabilmente più complicata e più complessa, mentre le difficultà nello svedese sono la fonetica e la prosodia.
Takär maþär þiuf sin ok þiuft mäþ, bindi þiuf a bak ok leþe
til þings mäþ tua vittnismän, þa är vittnä a þinge han sannän
þiuf värä; mäþ tolf mannum a þingi gangä þäs at sväriä, at
”han är fuldär þiuuer, þy är han värþär lif sit latä.” Siþän
skal han dömä
til hogs ok til hangä,
til draps ok til döþä,
til torfs ok til tiäru,
vgildän firi arvä
ok äftimäländä
sva firi kyrkyu
sum firi konungä.
(Quella lettera strana, þ, si pronuncia come "th" in thing, in inglese)
Svedese moderno
Tager någon sin tjuv och tjuvgodset med, bakbinde han
tjuven och lede honom till tings med två vittnen, som vittna
på tinget att han är sann tjuv; med tolv män skall han gå på
tinget och svärja att "han är full tjuv; därför är han värd att
låta sitt liv". Sedan skall man döma honom
till hugg, och till hängning,
till dråp och till död,
till torv och till tjära,
ogill för arvinge
och eftermälande
såväl för kyrka
som för konung.
Certo che nel duecento, come nel cinquecento non tutti gli svedesi sapevano leggere, anzi erano abbastanza pochi, ma se letto ad alta voce la lingua era comprensibile per una grande parte, se non tutti gli svedesi.
La Bibbia di Gustav Vasa è un risultato della riforma protestante. Al contrario della chiesa cattolica dove la Bibbia, se ho capito bene, deve essere interpretata solo da un prete, e dove il prete deve essere il contatto tra la gente e Dio, la chiesa protestante voleva dare la possibilità a tutti di avere il proprio rapporto con Dio e la propria interpretazione della Bibbia (e certo anche perché tutti dovevano avere conoscenze della religione protestate). Perciò era necessario scrivere la Bibbia in una lingua che tutti potevano capire.
Dal 1686 era obbigatorio sapere leggere in Svezia. Erano i preti che dovevano controllare che tutti della parrocchia sapessero leggere e che avessero conoscenze di quello che era scritto nel "katekesen", un tipo di libro usato per insegnare la religione cristiana, in quello che si chiama "husförhör". C'erano anche i voti che venivano scritte in quello che si chiamava "husförhörslängder", documenti che oggi sono molto utili per chi fa ricerche tipo genealogia.
Dal 1842 ogni parrocchia doveva avere una scuola e un'insegnante, e dal 1882 era obbligatorio per i bambini andare a scuola. La scuola si chiamava "Folkskola", l'insegnante "folkskollärare". "Folk" - gente ("lärare" - insegnante). Già dal nome si capisce che lo scopo della scuola era di insegnare a tutta la gente (allt folk) e che era importante che tutti avessero un certo livello di istruzione.
So benissimo che la storia della scuola italiana è più o meno uguale a quella svedese, ma secondo me, il fatto che non c'era una lingua comune era un'ostacolo grande perché da quello che ho capito la maggior parte degli insegnanti parlavano solo dialetto e una parte abbastanza grande era anche analfabeta.
So anche che c'era Dante, Boccaccio e Petraca che volevano scrivere in italiano, non il latino, ma anche qui il problema era che non c'erano tanti che potevano capire la lingua che usavano loro, a parte i fatto che pocchissimi sapevano leggere.
Ho l'impressione che in Italia ci sia stato, sia dalla chiese che dalla classe dirigente, una voglia di tenere il controllo attraverso il controllo della lingua - il latino che si usava quasi sempre, o la lingua colta che la gente normale non capiva. Anche oggi vedo questo. Leggere un giornale italiano è abbastanza difficile, e anche il telegiornale può essere difficile a capire a volte, per non parlare di per esempio moduli che si devono riempire.Ci sono anche tanti italiani che non capiscono prioprio. Perché in Italia c'è poca gente che legge libri? E perché oggi sono sempre più che leggono, non libri italiani, ma per esempio gialli svedesi tradotti in italiano? Perché è veramente un gruppo piccolissimo di gente che fa parte in discussioni intelletuali o che scrive articoli di dibattito nei giornali?
È ovvio che la lingua scritta usata in Italia è su un livello superiore a quella usata in Svezia, ma io penso che sia perché c'è una voglia di semplificare in Svezia, perché c'è uno scopo democratico, una voglia che tutta la gente capisca, non perché quel livello di lingua non esiste in Svezia, e non perché gli italiani in genere sono su un livello lingustico superiore di quelli svedesi.
In Svezia c'è anche un altro tipo d'istruzione. Quello che chiamiamo "folkbildning" , nato negli inizi del ottocento con l'industrializzazione e come un medio per il processo di democratizzazione. Folbildning non è obbligatorio. Si fa attraverso "studieförbund e "folkskolor". Ci sono corsi più lunghi, ma anche tantissimi corsi di lingue, di computer per i pensinati, di danza, di vulcani - quansiasi cosa. ABF è uno dei studieförbund più grandi e lí si può per esempio studiare svedese per stranieri. Questo tipo di "scuola" c'è anche in Italia?
söndag 20 juni 2010
Bloggutmaning
* Cerco di vedere quello che è positivo in "ogni" situazione
*Cerco di vedere quello che è positivo con le persone che incontro e cerco di accentuare quello
B) Non mi piacciono mai le foto di me! Non sono tanto fotogenica, ma questa scattata dalla piccolina ieri mi piace perché è una delle poche con solo me e mio marito. Ma già domani la tolgo, eh.
Matrimonio reale
fredag 18 juni 2010
Chi ha detto che sta perdendo la napoletanità?
torsdag 17 juni 2010
Solo per donne
Oggetti
tisdag 15 juni 2010
Vicino alla natura?
Io voglio tutte le camere bianche bianche, ma i bambini hanno voluto una camera verde con un bosco...
söndag 13 juni 2010
Stanca morta
Con calma ho bevuto il caffè e letto il giornale, sicuramente un'ora senza essere disturbata, ho fatto un giro delle nostre terre di 200 m2 =) e adesso mi sento quasi pronta per una passeggiata in città e un gelato con la famiglia. =)
lördag 12 juni 2010
Nostalgia
fredag 11 juni 2010
Den blomstertid nu kommer och smörgåstårta

torsdag 10 juni 2010
Commento
onsdag 9 juni 2010
Sommarpratare
Chiacchierata notturna
lördag 5 juni 2010
Così la vede un napoletano in Svezia
Ancora studentdag
fredag 4 juni 2010
Studentdagen
La giornata era bellissima con un sole splendente e Stoccolma che ci mostrava la sua bellezza da ogni angolo. La scuola di nostro figlio si trova a Liljeholmen, e dopo qualche ceremonia lì sono andati in nave fino a Riddarholmskajen dove c'erano i parenti che gli aspettavano...