onsdag 9 juni 2010

Chiacchierata notturna

Ho finalmente avuto un computer nuovo. L'altro era piccolino e comodo per portare in giro, ma con un processore poco potente. Questo nuovo è una bellezza di velocità e abbastanza piccolo, almeno c'entra nella mia borsa più grande, un "must". Ancora non sono riuscita a far funzionare il bluetooth, il che mi da un po' fastidio visto che l'uso tantissimo. Volevo per esempio farvi vedere una foto dei pomodorini cresciuti alla grandezza di un... di un... di un non so che cosa, ma sono cresciuti... Sembrano quasi pomodori adesso. =) Si si, so che si può usare il filo, ma sapete quanti ne sono in giro in una famiglia di sei persone? Quando c'è bisogno - zero. Altrimenti una trentina...

Sono veramente stanca stanotte perché c'è molto lavoro. Questo periodo, appena mandato in vacanza gli allievi (sarà venerdì) dobbiamo cominiare a prepararci per agosto quando tornano, pieni di voglia di studiare... o no.

In Svezia l'anno scolastico va più o meno da circa il 20 agosto al 10 giugno. Poi i ragazzi hanno le vacanze, una settimana a ottobre/novembre, circa tre settimane a natale, una settimana (la vacanza dello sport) a febbraio/marzo, circa due settimane a pasqua, e poi qualche altro giorno. Gli insegnanti finiscono verso il 15 giugno e cominciano di nuovo circa una settimana prima degli alunni.

Se ho capito bene, in Italia chi fa l'insegnante lo fa spesso perché non si lavora tanto. Non so se è vero, ma vi posso dire che almeno qui in Svezia un'insegnante lavora assai! Noi lavoriamo 45 ore a settimana, mentre il normale, come sapete, è 40 ore. 34 ore dobbiamo stare a scuola e 10 ore possiamo fare dove vogliamo noi. Servono principalmente per preparare lezioni e correggere. Un'ora possiamo usare per fare sport (friskvård, si chiama). Chi sceglie di non fare qualche sport, lavora invece.

Da i 34 ore che stiamo a scuola insegniamo circa 12 ore, quattro ore siamo a disposizione per i ragazzi se hanno bisogno di aiuto con i compiti, circa due ore a settimana servono per incontri con allievi e genitori. Poi abbiamo incontri con altri professori che insegnano le stesse materie o sugli stessi programmi circa cinque ore a settimana. Il resto, circa undici ore, è tempo per preparare lezioni, incontrare alunni o altri insegnanti, copiare, ed altro lavoro del tipo amministrativo, a scelta nostra, ma dobbiamo stare a scuola.

Eh si, dovevo commentare quello che ha scritto mio marito, ma sarà domani. E ora di andare a letto. Buona notte!
Aggiungo: Volevo dire qualcosa ieri, ma non sono riuscita ad arrivare fino alla conclusione. Ero troppo stanca. Volevo dire che fare l'insegnante in Svezia non è un lavoro per chi vuole lavorare qualche ora al giorno per poi andare a casa a riposarsi. Si lavora molto. Dalle otto alle cinque quasi ogni giorno, e poi la sera c'è sempre qualche ora di lavoro, certi periodi quattro-cinque ore. È vero che è un lavoro abbastanza libero e chi vuole fare poco trova sempre una strada, ma chi invece vuole farlo bene deve veramente darsi da fare e lavora sicuramente molto più di quelle 45 ore a settimana.

5 kommentarer:

Johanna På Pickadollön sa...

Maggior parte dei insegnanti in Svezia fanno un lavoro bellissimo.

Anonym sa...

Ecco il nostro quadro di lavoro (scuola superiore):

18 ore a settimana di lezione in classe obbligatorie;

ore di ricevimento, ore di riunioni con i colleghi, con i rappresentanti dei genitori e degli studenti, colloqui informali con studenti che chiedono consigli, incontri informali con i colleghi: tante ore, nessuno le conta, nessuno le paga.

Ore di preparazione delle lezioni a casa, con la correzione dei compiti ecc.: nessuno le conta, chi non vuole lavorare non le fa, chi lavora seriamente ne fa tante. Nessuno le paga.

Calendario scolastico: dal 13 settembre al 12 giugno; vacanze: dai 15 ai 17 giorni per Natale, 8 giorni per Pasqua, qualche festa qua e là (8 dicembre, 25 aprile, 1 maggio). La mia scuola ha una settimana di "didattica alternativa" a febbraio: alcuni insegnanti partono per la settimana bianca con gli alunni, altri insegnanti restano a scuola e fanno corsi di recupero o accompagnano gruppi di studenti a vedere mostre, musei ecc. (a me sembra proprio lavoro, non vacanza...)

Possibilità di fare sport: abbiamo una sola palestra dal soffitto basso, e spesso ci stanno anche 3 classi contemporaneamente; figuriamoci se noi possiamo fare sport lì!

Ferie: per chi è impegnato con gli esami di maturità, si lavora in media fino al 16 luglio; pochi giorni prima della fine di agosto torniamo a scuola e siamo impegnati per 10 giorni negli esami di recupero per gli studenti che a giugno avevano delle insufficienze.

Ore di lavoro "in nero" fuori dalla scuola perché lo stipendio non basta: almeno 6 settimanali...

... e poi il Ministro della Funzione Pubblica dice che siamo dei fannulloni...

Sabrina

Anonym sa...

Dimenticavo...

ovviamente, quando dobbiamo fermarci a scuola dalla mattina alla sera, ci paghiamo da soli il pranzo...

Carin sa...

Più o meno come qui allora. Il problema è che ci sono quelli che non fanno niente e poi veniamo giudicati tutti quanti. Anche noi facciamo tante ore che non sono pagate se vogliamo fare bene il lavoro. Il pranzo mangiamo sempre al lavoro e paghiamo noi. Non finiamo quasi mai prima delle 16. Se dobbiamo lavorare più tardi per esempio per una riunione con genitori la cena la paga la scuola. Non facciamo lo sport a scuola ma tutti, non solo gli insegnanti hanno il diritto di un ora di sport che paga il datore di lavoro. Da noi o si ha circa 300 euro all'anno per fare qualche sport al tempo libero o si ha un'ora a settimana per fare sport ma allora non è pagato. Ma è vero che anche la scuola italiana ha problemi? E in quel caso qual'è la ragione, secondo te?

Anonym sa...

La scuola italiana ha problemi enormi, la causa dei quali non è solo nella scuola: la scuola di un paese è il riflesso della società in cui agisce, e del governo che rappresenta questa società.
Lavorare nella scuola significa, almeno oggi, in Italia, combattere una battaglia quotidiana per insegnare la dignità dell'essere umano e il valore dei suoi più elementari diritti. In questo Paese siamo in un momento gravissimo - non so se state seguendo cosa succede qui -, e insegnare queste cose ai giovani è una delle poche armi a disposizione. La scuola funziona se la società funziona; ma la società funziona solo se i suoi cittadini hanno una cultura significativa, il senso della civiltà. Da dove cominciare a cambiare le cose, allora? Ognuno dovrebbe fare la sua piccola parte lì dov'è: casa, lavoro, scuola, ovunque. Bisogna dare ogni contributo, anche piccolo, per svegliare le coscienze e allargare la consapevolezza. E' una lotta che richiede collaborazione; e, ogni tanto, è bello vedere che da qualche parte la democrazia, il rispetto, la dignità esistono: è un esempio che dà coraggio.
Non so se ho risposto alla tua domanda...

Sabrina