måndag 26 april 2010

Ancora scuola svedese

Vi ho spiegato il fatto che ogni alunno deve arrivare a 2500 punti per essere qualificato per studiare all'uiversità. Questi punti non sono voti. Sono solo punti che dimostrano che l'allievo ha fatto i corsi richiesti. Poi ci sono i voti. I voti sono:
IG (icke godkänt) = non sufficiente
G (godkänt) = sufficiente
VG (väl godkänt) = buono
MVG (mycket väl godkänt) = ottimo

I programmi all'università hanno solo un numero chiuso di posti, ma può variare da un'anno ad un altro e tra programmi differenti, dipendente dal mercato di lavoro, per non creare disoccupazione.

C'è bisogno di una selezione e questa si basa, logicamente sui voti. Non vi spiego tutto il sistema, ma si conta punti, non quelli 2500, ma punti guadagnati con i voti. Un MVG da 20 punti, un VG 15, un G 10, e un IG 0 punti. Il che vuol dire che pesa molto avere un IG. Poi ci sono corsi che ti danno altri punti come per esempio corsi di linguae corsi di matematica su livelli più alti.

Ma su che cosa si basano i voti? Prima del 1984, per esempio quando io andavo a scuola, avevamo un sistema di valutazione basato molto sul paragone tra gli allunni della classe. Ìn una classe il 7% doveva avere il voto 1 (quello più basso) e il 7% il voto 5 (quello più alto). Il 24% il voto 2 e il 24% il voto 4. Finalmente il 38% aveva quella media, il voto 3. Come avete già capito non era un sistema tanto simpatico. Mi ricordo ancora che ho avuto solo 3 in matematica con la spiegazione dell'insegnante che erano già troppi che avevano avuto 4, e perciò non mi poteva dare quel voto anche se forse me lo meritavo. Poi uno che aveva i compagni di classe molto forti aveva più difficultà avere i voti alti di uno allo stesso livello che aveva i compagni di classe più scarsi.

Il sistema adesso si basa invece su "goal". In ogni corso ci sono dei "goal" (mål) da raggiungere. Sono 6-7 per ogni corso. Ed io devo dire che sono abbastanza difficili questi "goal".Poi i voti ti spiegano con che qualità. Ogni voto ha i propri criteri (betygkriterier). Vuol dire che i tuoi risultati vengono valutati in relazione con i goal del corso, non gli altri allievi.

Un esempio:Il corso Svedese B ha sei "mål" ed uno è (con le mie parole) di poter paragonare e vedere assomiglianze tra testi/libri letterari di periodi e culture differenti, e tra testi conessi con il proprio programma..

Per passare, avere un G l'allievo deve leggere e capire testi, vedere e capire teatro o film da periodi e culture differenti, mostrare assomiglianze e differenze tra i testi. Discutere il contenuto, i personaggi e lo scopo del libro ed esprimere i pareri orale ed in scritto.

Per un VG deve raggiungere tutto quello che viene richiesto per un G e piu deve analizzare ed interpretare "senza aiuto", ed usare la terminologia giusta, riflettere su fattori della società ed il tempo che hanno influenzato lo scrittore e sul legame con oggi.

Per un MVG deve raggiungere tutto quello richiesto per un VG più leggere anche testi/libri più difficili, ed analizzarli in relazione con l'ambiente, il tempo e la cultura in cui è stato scritto, trovare metafore e capire libri con più di uno scopo.

Come si fa in Italia? Non ho mai capito!

13 kommentarer:

orma sa...

In Italia, parlo solo della mia esperienza, dipende molto dal professore, dal suo metro di giudizio e su come va la classe nel complesso.
In realtà alle superiori avevamo un sistema di autovalutazioni, è abbastanza difficile da capire anche per un italiano, è una particolarità delle scuole "sperimentali" e non ce ne sono molte in Italia.
In pratica, durante il corso delle lezioni, i compiti in classe e le interrogazioni venivano valutati direttamente dal professore secondo i suoi obiettivi, ma poi c'era una settimana alla fine di ogni quadrimestre dove c'era un confronto tra ogni alunno e ogni professore, durante questa valutazione veniva compilata una scheda che riassumeva i traguardi e le capacità raggiunte. Questo voto, nel caso del secondo quadrimestre, era quello finale.
A me questo sistema è piaciuto davvero molto, se ben fatto, i professori ci devono credere per primi, è un momento di crescita per tutti.
Come dicevo in Italia sono poche le scuole così e quando lo spiegavo ai miei compagni di università risultava difficile da capire, abituati al professore che da voti tutto l'anno e poi ne fa la media matematica per quello finale.
All'università i voti sono spesso un terno al lotto, dipende se capiti con il professore o con l'assistente e cose del genere.
Scusa la lunghezza del commento...

luca sa...

Terribile la storia della percentuali!!:-)

Carin sa...

Orma: Allora era un'insegnante molto moderno! È quello che si chiama valutazione formativa. Mette luce sul progesso, sull'apprendimento, non sui risultati, i voti. Lo scopo con la scuola è di imparare, no? E nella valutazione formativa si da molto più spazio a parlare di che cosa hai imparato, non che voto hai avuto.

Luca: SI!

Puntino sa...

Quando finisci le medie, all'età di 13 anni, decidi per un tipo di istituto tecnico oppure per un tipo di liceo che durano entrambi 5 anni. Ad esempio, per il tecnico puoi scegliere tecnico in elettronico. Significa che durante i 5 anni farai degli studi teorici e pratici (con laboratori) di elettronica. Alla fine ti viene rilasciato un titolo con il quale puoi anche lavorare, anche se in realtà non è spendibile sul mercato italiano per altri motivi non relativi alla scuola.
Se frequenti un liceo ad esempio lo scientifico, avrai una preparazione "umanista-matematica" che è principalemnte indicata per chi vuol continuare con l'università. A differenza di un ragazzo del tecnico, un ragazzo dello scientifico non ha imparato a risolvere nessun problema di ordine pratico.
Però in alcuni casi, si riescee a lavorare anche con il diploma scientifico. Per esempio quelle professioni che non richiedono specifiche competenze tecniche come un impiegato postale.
Quindi riassumendo questo punto, appena finisce le medie fai una scelta più o meno importante per la tua vita. In Italia per le superiori, fino a qualche anno fa (non so se è cambiato qualcosa da una decina di anni a questa parte..) si assegnano i voti
da 0 a 10, anche se i voti<2 e voti>8 non ho mai visti usarli.
lo studente viene valutato alla fine del primo semestre e alla fine del secondo semestre. Il voto che si è conseguito al primo semestre fa capire l'andamento dello studente e non viene mediato con quello del secondo semestre. Si spera che osservano i voti del priomo semestre, lo studente migliori la sua preparazione.
Il voto del secondo semestre è anche quello finale e affichè si possa passare al successivo anno si deve avere 6 (la sufficienza) in almeno 4-5 materia su 7.
Non ricordo precisamente per quante materie devi avere la sufficienza. Per le materie il cui voto finale <6 si accumula un debito che si deve estinguere dopo la prmozione.
In genere il voto del primo semetre è ottenuto come la media dei voti ottenuti da tutte le interrogazioni e prove che sono state fatte in aula. Alla stessa maniera si ottiene il voto del secondo semestre.
Penso di aver detto piò o meno le cose come stanno.. forse sono stato un pò prolisso :P

Carin sa...

Grazie, Puntino! Ma una cosa non mi ha spiegato nessuno. Su che cosa SI BASANO i voti?

orma sa...

All'università sulla media degli esami precedenti :(
Alle medie e superiori sul numero di errori fatti in un compito in classe o su "paturnie" del prof di turno.
Ad esempio la mia professoressa di italiano delle medie se trovava un verbo avere alla terza persona senza la "h" davanti ("lui ha i capelli biondi") non andava avanti a correggere e metteva il giudizio "gravemente insufficiente".
A me è capitato una volta in prima media e sono andata avanti a fare quell'errore per tutti e tre gli anni, solo nei suoi compiti, quando scrivevo qualsiasi altra cosa per qualsiasi altro professore non facevo mai quest'errore.
Probabilmente ero talmente terrorizzata dal voto che avrei preso da sbagliare.
Il risultato è stato non avere mai un compito corretto da lei e questo io l'ho sempre visto come un comportamento ingiusto da parte della professoressa.

TopGun sa...

che mal di teeeesta!

@Orma non sei stata lunga.

@Carin se hai domande specifiche sull'attuale sistema Italiano fa pure.

io posso dire, che a livello europeo e non solo, va ripensato il concetto di intelligenza.
per dire, c'è gente che ha un QI elevatissimo ma che poi ha zero intelligenza pratica.

sei come un pc con un processore potentissimo ma che non sai usare...

la questione della percentuale di voti, che non ti permette di avere un voto che meriti è pessima.
terribile! povera Carin. un ingiustizia bella e buona, altro che uguaglianza!!!!


Io penso che si dovrebbe investire MOLTISSIMO sulla formazione dei docenti.
non è possibile che la vita di una ragazzo debba essere influenzata dalla fortuna di avere un professore più o meno portato e motivato.
nessuno lo dice, ma in Italia tanti, ripiegano sull'insegnamento perché hanno fallito in altri campi o perché non hanno trovato di meglio.

che caos!!

buona serata :)

Carin sa...

Orma: Ma che brutto però! Poverina! All'università sulla media degli esami precedenti???? Ma che modo arcaico di vedere cognizione/conocenza!!!! Certo su un'esame di lingua si può capire, ma per esempio un'analisi di un libro, mica c'è solo UNA risposta giusta?! Che cosa è la qualità desiderata? Come fanno a sapere i ragazzi? Devono solo imparare a memoria cosa ha detto l'insegnantè, o devono mostrare che sanno pensare anche loro?

TopGun: Forse stai pensando a Gardner e le otto intelligenze? Sono molto convinta che è così ed è per questo che, secondo me, è importante usare metodi differenti nell'insegnamento e, come già ho scritto mille volte, cercare di vedere ogni allievo, vedere gli individui e dare l'appoggio giusto. Ma poi, per quanto riguarda i voti, si deve vedere qual'è lo scopo del corso. Io non posso altro che vedere che lo scopo con un corso di una lingua è imparare ad usarla. Se imparo per esempio tutta la grammatica a memoria ma non riesco ad usare quello che so in pratica, a che serve queste conscenze? Ho veramente imparato una lingua, o ho imparato una sistema più o meno logica, e basta?

Anche la matematica, se ho imparato tutte le formule che si sono ma non riesco a capire quale formula devo usare per risolvere un problema matematica, a che servono queste formule? Per me l'intelligenza non è necessariamente di avere un IQ alto!!!

Mi dispiace tanto che devo darti ragione sul fatto dei docenti =( Anche in Svezia ci sono tanti che dovrebbero veramente fare altro!

Sai che penso che noi veramente abbiamo più o meno lo stesso opinione di come dovrebbe essere la scuola! È solo difficile discutere così. Quando vieni in Svezia ti invito/vi invito al lavoro mio e poi possiamo discutere... ;

TopGun sa...

Accetto volentieri l'invito :)
Non so se il metodo si chiama Gardner, è una considerazione che ho fatto autonomamente non ho letto nulla sull'argomento.
Ci sono molti ragazzi che si perdono per noia, che invece hanno delle menti vivaci all'inverosimile.
Ci sono persone che si laureano con 110 e lode e non sanno poi leggere un cartello autostradale.

Orma si riferiva alle superiori.
prendi due voti, tipo che so 8 alla prima interrogazione e 6 alla seconda, la tua valutazione finale sarà 7.

Carin sa...

Sei benvenuto! =)

Howard Gardner è un americano che ha scritto un libro in cui descrive nove tipi di intelligenza(quando studiavo all'università erano otto!). Molto conosciuto nel mondo di pedagogia. Un link: http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Gardner

Ok. ho capito adesso, ma se io per esempio studio una lingua, che conoscenze devo avere per avere un certo voto? Devo sapere scrivere, leggere, parlare? Su quale livello? Come fanno gli insegnanti quando devono valutare i risultati dei ragazzi?

TopGun sa...

i voti, e spero non sia cambiato il sistema da quando ho finito il liceo, vanno da 6 a 10 per quando riguarda il range di voti utili.
sotto il 6 è insufficienza.

per la lingua, il mio prof, odioso e politicamente scorretto è stato un eccezionale insegnante.
aveva un metodo tutto suo.

tutti i santi giorni si leggeva un brano delle letture per casa, si parlava solo inglese, ti interrogava e ti punzecchiava(e che paura di fare brutte figure) e poi TUTTE le settimane c'era un compito in classe.

compito nel quale era tassativamente proibito usare il vocabolario.
faceva un dettato, ed in base a come noi lo copiavamo valutava le nostre skill nel listening.

poi dovevamo fare una composizione (da sapere a memoria sennò ti amputava tutte e due le mani se ti trovava con un foglietto nascosto) da un brano scelto tra le letture della settimana.

la grammatica, ci dava delle frasi in italiano da tradurre subito in inglese e viceversa, basandosi sugli esempi portati nella nostra stessa grammatica.
frazioni di secondi e passava appresso e se non avevi capito ti fregavi.

allo scadere dell'ora, dovevi correre a dargli il compito.
se si alzava dalla scrivania e varcava la porta eri fregato.

insisteva moltissmo sull'imparare a memoria i verbi irregolari, ha cercare e riscrivere i vocaboli con la pronuncia sotto alle traduzioni che facevamo.

modestamente, con quel prof avrò preso 6- come risultato più alto.
ma altrettanto modestamente posso dire di aver preso -0, zero spaccato 1 e mezzo, 1+, ,a anche 1-- ed ance quale 2 e tre quarti.

un metodo bizzarro.
però posso dire che quelli delle altre classi che avevano 9 oggi parlano come Paolo Villaggio in "io no speak english".

io con il mio modesto inglese scolastico, guardo le serie in inglese anche senza sottotitoli e non ho difficoltà a leggere la stampa estera.
me la "cavo" nel listening, ho carezze grosse nel lessico che è povero e nella pronuncia (l'accento Napoletano credo mi renda agli occhi degli stranieri che mi sentono, un Don Lurio all'inverso :P).

è soddisfacente la panoramica che ti ho fatto?

questo per la lingua, comunque i voti sono quelli. si fanno poi i compiti in classe, le interrogazioni e dalla media risulta il tuo voto finale.

TopGun sa...

grazie per il link alla voce di wikipedia :)

Helkost sa...

Ciao Carin,
spero che tu stia continuando a leggere il vecchio blog.

In genere l'assegnamento del voto nelle scuole italiane, soprattutto alla scuola superiore, è molto soggettivo e varia da insegnante a insegnante. L'unica cosa sicura è che è molto diffusa una forte tendenza al nozionismo, per cui il tuo voto si baserà su quanto bene riesci a ripetere parola per parola il libro di testo. Ho avuto più di un insegnante che seguiva pedissequamente questa logica (letteratura italiana e storia, un po' anche filosofia e perfino scienze), il che ha contribuito a farmi odiare la scuola in un modo viscerale.

Per quanto riguarda materie con risultati più oggettivi, come matimatica, fisica, lingue straniere, nei compiti scritti ogni insegnante decide come strutturare i compiti scritti e quanti punti assegnare a ciascun esercizio. Nelle interrogazioni orali si valuta la capacità di comprendere il testo che si espone, fare collegamenti e applicare le conoscenze acquisite a nuovi problemi. Tuttavia anche qui dipende molto dall'insegnante: essere obiettivi è difficile e capita spesso che un professore, già irritato per altri motivi, metta un bruttissimo voto dopo una sola domanda sbagliata.

Il metodo della mia insegnante di lingue, però, mi è rimasto impresso ed era spettacolare: i compiti in classe, di solito, erano delle traduzioni di testi dall'italiano all'inglese. Al momento della correzione di un compito, cui per un caso fortunato ho potuto assistere, noto come i miei errori fossero tutti articoli (non riesco mai a individuare quando metterlo e quando non metterlo) e alcune improprietà lessicali ("economical" invece di "economic", "deer" invece di "doe"). Il voto è 4 (gravemente insufficiente) e il commento dell'insegnante è: "si, un giorno ve lo devo spiegare come si distingue tra economic ed economical" perchè infatti non l'aveva mai spiegato. Non aveva mai spiegato neanche gli articoli per la verità.

Beh, disavventure a parte, come già ampiamente spiegato tantissimo dipende dall'insegnante: tutto sommato però, alla fine i giudizi non si discostano molto dalla realtà dei fatti. I nostri insegnanti ricevono in prima superiore dei ragazzi mediocri, che non hanno interesse a imparare, e congedano in quinta superiore ragazzi altrettanto mediocri e svogliati. Le eccezioni ci sono, ovviamente, ma non sono molte. In genere si ha la sensazione che la nostra classe insegnante non incida particolarmente sul percorso formativo (?) dei giovani. Perchè? Innanzitutto perchè sono pagati poco e demotivati; poi perchè non sono "scelti": spesso l'insegnamento è un mestiere di ripiego per chi non sa che altro fare. Infine perchè non possono sostituirsi ai genitori nel dare una disciplina a ragazzi che non conoscono il significato delle regole, perchè in casa loro fanno quello che vogliono.

Quando affronteremo seriamente questi problemi potremo cominciare a parlare veramente del metodo educativo che si adotta in Italia. Al momento è l'anarchia.